Uomo su Marte: potra' anche respirare grazie a un progetto degli studenti

mars one

È l'obiettivo di Mars One, quello di portare l'uomo su Marte. Tanto che già da tempo si lavora al viaggio di sola andata verso il pianeta rosso. Con equipaggio. E nulla deve essere lasciato al caso. Tanto che, per avviare una colonia permanente, si rende necessario un nuovo progetto atto a fornire aria respirabile agli esploratori marziani.

Il progetto culminerà con un volo umano nel 2025. Tuttavia, la concorrenza attuale ruota attorno alla progettazione di un rover senza pilota che sarà lanciato nel 2018. Josh Richards, un fisico australiano di Perth, nonché astronauta candidato per la missione del 2025, si è unito ad un gruppo di studenti universitari per progettare un sistema che estrae ossigeno respirabile dall'acqua.

Richards afferma che il team prevede di attingere l'acqua che il Mars One lander produrrà una volta atterrato sul pianeta rosso nel 2018. L'energia prodotta dai pannelli solari sarà utilizzata per scomporre l'acqua in idrogeno e in ossigeno. Un progetto mirato a dimostrare che l'ossigeno può essere prodotto anche su Marte e che i coloni del futuro saranno in grado di respirare.

Andre Van Vulpen, autore del progetto e studente di ingegneria presso la University of Western Australia, spiega che l'esperimento, in caso di successo, potrebbe contribuire a spianare la strada per garantire agli astronauti prescelti di intraprendere il viaggio verso Marte. Inoltre, questi avranno gli strumenti necessari per la produzione di ossigeno grazie alle risorse raccolte dal pianeta stesso. Sarebbe, dunque, il primo esempio di tecnologia utilizzata sulla superficie di Marte. Richards ha definito tale tecnologia "vitale" e, quindi, essenziale per portare l'uomo su Marte. Sottolineando anche come le tecniche del team si riveleranno pratiche e semplici.

ossigeno marte

Oltre a ciò, Richards e gli studenti starebbero sviluppando una sorta di "capsula del tempo", per un payload simile a quello delle sonde Voyager 1 e Voyager 2. Queste, infatti, a bordo custodiscono riproduzioni di opere d'arte e dischi d'oro. Comunque, non ci sarà un giradischi nella missione 2018. Ma Richards prevede di includere un dispositivo digitale di archiviazione dati che conterrà immagini e video di opere d'arte.

Richards, Van Vulpen ed il resto del team non dovrranno attendere a lungo per appurare se il loro particolare payload sarà incluso nella missione 2018. I vincitori del concorso saranno annunciati tra meno di un mese, il 5 gennaio prossimo.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Uomo su Marte: la Nasa sul pianeta rosso nel 2030

- Uomo su Marte? Sì, 'agganciandoci' a un#asteroide

- Mars One: nel2015 al via il reality per scegliere i futuri coloni marziani

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico