6 motivi per dedicarsi al turismo spaziale

Turismo spaziale

Viaggiare nello spazio: un sogno che sta diventando realtà, sebbene per un'elite decisamente molto ristretta di facoltosi avventurieri. Entro la fine dell'anno, la compagnia Virgin Galactic mira a inviare il primo passeggero nello spazio, con un volo a pagamento.

L'esperienza, come è facile immaginare, non sarà economica. La Virgin, infatti, richiederà 250mila di dollari a chi desidera sperimentare cinque minuti in assenza di gravità. Così come la XCOR preventiva di richiedere 95mila dollari per una corsa nel suo razzo biposto.

L'intera questione potrebbe dunque essere liquidata parlando semplicemente di jet privati nello spazio, piuttosto che di esperienze a beneficio dell'intera umanità. Perché allora il turismo spaziale è un argomento che suscita un così grande e diffuso interesse? Proviamo ad esaminare alcuni dei motivi che rendono l'idea dei viaggi nello spazio tanto attraente.

1. Libera le ambizioni spaziali dai fardelli tradizionali

L'audace piano di mandare uomini sulla Luna è stato sostenuto dai politici e finanziato con il denaro dei contribuenti. Dopo quelli degli Usa, anche i programmi spaziali russi ed europei – dallo Shuttle alla Stazione spaziale internazionale - hanno sofferto a causa di compromessi politici e mancanza di ambizioni. Le compagnie private di viaggi nello spazio servendosi di navette spaziali riutilizzabili potrebbero aiutare ad incrementare l'esplorazione dello spazio. Il volo privato nello spazio è alleggerito dai condizionamenti determinati dall'appoggio dei contribuenti o dagil orientamenti dei politici. Se la compagnia può raccogliere i fondi, ha la possibilità di costruire un veicolo spaziale; inevitabilmente questo mercato libero favorisce coloro che hanno già una notevole disponibilità di denaro. Ma non è così per tutte le compagnie che operano privatamente nei viaggi nello spazio. "Non abbiamo un multimiliardario che ci finanziaammette Jeff Greason, CEO di XCOR che prosegue – siamo partiti esaminando come potesse apparire un sistema orbitale completamente riutilizzabile e ci siamo resi conto che avremmo bisogno di sviluppare delle versioni più recenti di esso per imparare come costruirlo".

2. Il fallimento è una possibilità

La Nasa è stata sempre condizionata dal motto "il fallimento non è ammesso". Le compagnie private, invece, non hanno simili vincoli, almeno finché non si esauriscono i fondi.Quando si arriva al Mojave Air and Space Port, in California, ci si trova davanti al monito che non tutte le imprese spaziali sono destinate al successo. E a ricordarlo una gigantesca macchina volante, il Rotary Rocket, per metà elicottero, per metà veicolo spaziale, una delle prime ad essere costruita al Mojave. Nel 1999 il Rotary Rocket ha fatto alcuni brevi test di volo, ma problemi di fondi hanno poi costretto ad abbandonare il progetto. Oggi questo mausoleo è fermo a raccogliere polvere in un piccolo spazio commemorativo. Una delle persone che ha lavorato al Rotary, Kevin Mickey, Presidente della Società Scaled Composites, afferma "Quando lo guardo ne sono orgoglioso: uno degli ostacoli nella società odierna è una forma di intolleranza nei confronti del rischio e del fallimento; il punto è che quando si decide di innovare, si va necessariamente incontro alla possibilità di fallire".

3. Alleverà una nuova generazione di ingegneri

Il modo di lavorare al Mojave, in piccoli gruppi con risorse limitate, è completamente diverso da quello caratteristico delle agenzie spaziali. Molti paragonano ciò che sta accadendo al Mojave con gli esordi della Silicon Valley ed è facile trovare parallelismi tra il garage dove Steve Jobs e Steve Wozniak hanno costruito il primo computer Apple e l'officina della XCOR: probabilmente i giovani ingegneri che vi lavorano provano la stessa sensazione di poter cambiare il mondo con la propria opera.

4. I costi per raggiungere lo spazio si ridurranno

Attualmente, se si vuole lanciare un satellite i costi si aggirano intorno ai 12 milioni di dollari, senza contare l'assicurazione obbligatoria che porta a raddoppiare la somma totale. Confrontiamo queste cifre con i 250mila dollari che rappresentano il costo complessivo di un volo sulla navetta spaziale della Virgin. Se la prossima generazione di navicelle potrà andare in orbita sarà allora possibile ridurre notevolmente i costi per andare nello spazio. un'opportunità alla quale George Whitesides, CEO di Virgin Galactic ed ex impiegato della Nasa, guarda con grande euforia. "Riducendo i costi da sostenere per avere accesso allo spazio, saremo in grado di fare diverse cose che al momento hanno costi molto impegnativi, come ad esempio mandare piccoli nanosatelliti nello spazio, attraverso tutto il sistema solare".

5. I viaggi supersonici potranno diventare una possibilità

Immaginiamo la possibilità di partire da Londra, volare nello spazio ed atterrare a San Francisco in un'ora o poco più. Le compagnie di turismo spaziale possono far diventare realtà un sogno come questo? George Whitesides ritiene di sì: "Si tratta di una trasformazione fondamentale per l'umanità - commenta - penso davvero ai nostri clienti come a dei pionieri, in grado di aprire nuove frontiere. Per prima cosa ognuno di noi desidera raggiungere più rapidamente le proprie mete; in secondo luogo con i voli supersonici non si viaggia nell'atmosfera per dodici ore consecutive, quindi ci saranno notevoli benefici anche per l'ambiente".

6. Offrirà una nuova visione del nostro Pianeta

ormai ampiamente accettato che una delle più grandi conquiste del programma Apollo è stata la visione della Terra dallo spazio. L'astronauta dell'Apollo 8 Bill Anders sintetizza così l'impatto delle immagini che ha catturato con la sua missione "Siamo partiti con l'idea di esplorare la Luna ed abbiamo scoperto la Terra". E non è il solo a parlare in questo modo. Tutti gli astronauti riconoscono come il fatto di aver osservato la Terra dallo spazio abbia cambiato la loro visione del mondo. Immaginiamo allora di mandare uomini d'affari e leader politici nello spazio: cosa potrebbe accadere? Questa nuova visione del mondo avrebbe su di loro lo stesso forte impatto che ha avuto sugli astronauti? Questo cambiamento di prospettiva potrebbe influenzare anche le loro decisioni in merito a questioni calde come l'inquinamento o i cambiamenti climatici?

Sarà solo il tempo a mostrarci dove potremmo giungere con l'evoluzione del turismo spaziale. Per il momento non ci resta che attendere, con i piedi a terra.

Francesca Di Giorgio

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