L'uomo su Marte entro il 2030: la promessa degli Usa

missione marte

L'uomo su Marte entro il 2030? la domanda che si interroga sul destino umano sul pianeta rosso e l'inevitabile priorità discussa negli Stati Uniti. Ogni dollaro disponibile, infatti, deve essere speso per colmare le lacune nelle conoscenze sul modo in cui arrivarci. Ed è questo quel che ha affermato l'amministratore delegato della Nasa, Charles Bolden, nel corso della conferenza annuale di esperti spaziali “Humans 2 Mars Summit”, che si tiene in questi giorni presso la George Washington University.

Nonostante una congiuntura economica difficile, quindi, gli Stati Uniti sono impegnati a varcare i nuovi confini nell'esplorazione spaziale. "Una missione umana su Marte è oggi la meta finale del nostro sistema solare per l'umanità ed è una priorità per la Nasa. Il nostro programma di esplorazione è allineato a sostenere questo obiettivo", ha dichiarato Bolden.

Il presidente Barack Obama ha proposto un bilancio che ammonta a 17,7 miliardi di dollari per il 2014. E, tra i primi passi per l'invio di astronauti su Marte, ci sono i piani dell'agenzia spaziale statunitense per catturare e spostare un asteroide. Progetto che potrebbe già realizzarsi nel 2025.

La conferenza, alla quale hanno partecipato astronauti come Scott Kelly, il quale lo ricordiamo si è offerto di trascorrere un anno presso la Stazione Spaziale Internazionale nel 2015 per consentire ai medici di valutare in che modo l'esposizione a gravità zero con lunga durata colpisce la densità ossea, la massa muscolare e la vista, è stata co-sponsorizzata dallo Space Policy Institute e dall'organizzazione non-profit Explore Mars. Quest'ultima, in particolare, mira a promuovere l'obiettivo di mandare umani verso il pianeta rosso entro i prossimi due decenni.

Si prevede un cast a rotazione di astronauti di ogni nazionalità che trascorrerà un massimo di sei mesi a bordo l'avamposto orbitante. Ma, nonostante un crescente interesse per lo sbarco su Marte, per la corsa allo spazio che coinvolge molti paesi (storicamente vecchi nemici durante la Guerra Fredda, come gli Stati Uniti e la Russia) c'è ancora molto da fare e anche gli esperti si interrogano sul modo più idoneo e meno dispendioso per raggiungere Marte.

Per esempio, al momento non vi è alcun veicolo spaziale esistente in grado di portare gli astronauti sul pianeta per un viaggio della durata di circa sette mesi. Per non parlare poi del piano per riportare le persone sulla Terra. Gli esperti medici sono piuttosto sicuri delle possibili implicazioni dovute all'esposizione continua delle persone ad ambienti con elevate radiazioni e per periodi prolungati. E proprio il modo in cui esse possano sopravvivere, respirare, mangiare e bere sul pianeta rosso sono ostacoli significativi che devono ancora essere superati.

"Il nostro obiettivo per il summit è quello di affrontare non solo le sfide degli esseri umani che andranno su Marte, ma anche quello di proporre soluzioni reali", ha dichiarato il direttore esecutivo di Explore Mars Chris Carberry. "Con la collaborazione di esperti spaziali e scientifici ed altri esperti non tradizionali, usciremo dal summit inspirati, incoraggiati e pronti per programmare una missione umana su Marte entro il 2030".

E per far ciò è già in programma la costruzione di un nuovo e inedito Space Launch System ed una capsula per l'equipaggio, denominata Orion che, non solo porterà in orbita l'equipaggio umano, ma lo traghetterà su Marte.

Federica Vitale

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