Anonymous attaca il sito web del Viminale: 'Siamo ancora qui'

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"Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria: siamo ancora qui, più infuriati che mai". A pochi giorni dagli arresti di quattro loro compagni cyber-attivisti, Anonymous hackera il sito del ministero dell'Interno.

Pubblica migliaia di documenti riservati: dalle circolari sulle mobilitazione studentesche di febbraio, fino alle direttive sulla festa della Repubblica o le predisposizioni per il rientro del Capo dello Stato.

Poi informazioni sul Muos e relazioni tecniche, in un'operazione condotta "per vendicare i fratelli caduti nelle mani del vostro deplorevole apparato repressivo. Per dimostrarvi che non siete inviolabili", scrivono sul loro blog ufficiale rivendicando la responsabilità dell'attacco. Vogliono "smascherare ciò che nascondono i tentacoli del potere" e "commerare le vittime dello Stato: quelle di ieri e di oggi".

Per questo, dopo il sindacato di polizia, Anonymus punta il dito contro il Viminale. Ed in particolare sulle politiche di immigrazione: "Con i vostri occhi - scrivono ancora - il file riservato relativo all'acquisto delle navi coinvolte in un progetto militare: troverete cifre esorbitanti destinate a navi che contribuiscono anche all'allontanamento dei migranti considerati "clandestini"".

Dopo di che l'attacco ai Cie, secondo gli attivisti informatici gabbie istituite con il solo "scopo di divertire il pubblico occidentale mostrando le fattezze considerate deformi ed animalesche degli esseri umani lì imprigionati".

Un'autentica discesa "in campo" quella di Anonymous, che si rivolge senza troppe riserve ai centri del potere raccogliendo tuttavia al momento ancora pochi frutti, se si considera che i download non hanno raggiunto cifre altissime.

I fle diffusi in totale sono nove, di cui tre contengono scarse informazioni mentre i restanti ne ospitano a bizzeffe, basti pensare che in alcuni casi un singolo pdf arriva a pesare anche 100MB.

Augusto Rubei

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