Agenda digitale: banda larga e commercio elettronico, l'Italia vuole scalare l'Europa

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Estendere la banda larga a tutti entro il 2013, alfabetizzazione informatica: via lo zaino, a scuola con il personal computer e una spinta al commercio elettronico tra le piccole e medie imprese, per un valore occupazionale di circa 8 mila posti di lavoro.

Non è la rivoluzione ma il gap digitale da colmare in Italia. Il confronto con l'Europa dice che siamo in ritardo: quattro famiglie italiane su dieci non hanno la possibilità di collegarsi a Internet tramite rete fissa. E il 39% della popolazione tra i 16 e i 74 anni non si è mai connessa alla rete né fissa né mobile. A giungo, però, la storia cambierà.

stato reso noto in questi giorni il dossier con gli impegni formali assunti dal Governo nel quale si illustra, passo dopo passo, azioni e priorità dell'Agenda Digitale del Paese. Nel documento, in sintesi, sono riportati gli adempimenti e gli impegni che la cabina di regia adotterà già nelle prossime settimane e in prospettiva del 30 giugno, quando Palazzo Chigi avrà confezionato il decreto DigItalia: una serie di misure normative frutto del lavoro della cabina di regia dell'Agenda digitale. Insomma, la strategia italiana per recepire gli obiettivi dell' Agenda europea.

Per quanto riguarda la parte infrastrutturale il rapporto parla di banda larga di base per tutti in Italia entro il prossimo anno, in adeguamento alle direttive di Bruxelles, secondo cui entro il 2020 i Ventisette dovranno avere una copertura veloce (almeno fino a 30 Mbps) su tutto il territorio (il 50% dei cittadini potrà disporre anche di servizi a banda ultraveloce). Al Centronord ancora 2 milioni di cittadini sono però esclusi dalla banda e il gruppo 'Infrastrutture e sicurezza' guidato da Roberto Sambuco è al lavoro per reperire i 400 milioni di euro necessari per completare il piano nazionale. Mentre per le otto regioni del Sud sono già state recuperate le risorse necessarie per azzerare il digital divide. Entro la primavera saranno avviati i primi bandi di gara per l' attuazione del progetto nel Mezzogiorno.

Il potenziamento della parte infrastrutturale sarà inoltre accompagnato dalla realizzazione di data center e di un Computer Emergency Response Team (CERT) che si occuperà della sicurezza delle reti e delle prevenzione di attacchi informatici. La realizzazione del piano nazionale ha dato e darà occupazione a 8 mila persone, aprendo 3.600 cantieri.

Il secondo step è invece l'ecommerce. L'obiettivo è accompagnare il 50% della popolazione all'utilizzo del commercio elettronico e almeno il 33% delle piccole e medie imprese ad avvalersi dell'ecommerce per le loro attività di acquisto e vendita. Il mercato online in Italia, del resto, è ancora agli albori: incide per il 5% sul fatturato (vale circa 8 miliardi di euro), contro la media europea del 14%. Anche le abitudini degli italiani sono sotto la media Ue, infatti nel 2011 ha comperato online il 26,3% contro il 40,4%. L'equipe guidata da Giuseppe Tripoli punta dunque a coinvolgere un italiano su due negli acquisti in rete entro il 2015 e a sviluppare il servizio nel 33% delle piccole e medie imprese operative sul territorio.

Terzo capitolo: e-Government. La riforma Brunetta per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione ha reso disponibili sul web tutti i servizi: su questo fronte l'Italia è in testa agli altri Paesi europei. Il fine è promuovere la domanda di servizi online presso i cittadini concentrandosi sulla diffusione e la piena applicazione dell'e-gov da parte delle amministrazioni centrali e locali, sul completamento delle digitalizzazioni in corso (giustizia, sanità, scuola) e sulla messa a punto di un sistema che riesca a far dialogare i diversi settori amministrativi (dai pagamenti alla firma digitale).

Uno switch off repentino senza un’adeguata alfabetizzazione sarebbe tuttavia un rischio. Ecco perché l’Agenda Digitale si occupa anche di come chiudere il divario tra nerd e 'trogloditi del XX secolo'. Stando ai dati Istat "il 41,7% delle famiglie italiane" non possiede l' accesso a Internet "perché non ha le competenze" per utilizzarlo. Il gruppo di lavoro affidato a Giovanni Biondi intende quindi raggiungere le circa 29 milioni di persone partendo dalla scuola e usandola come leva per l' alfabetizzazione familiare, considerando i 9 milioni di giovani internauti in Italia che a loro volta educherebbero papà, mamma e nonni.

Il quinto gruppo di lavoro si occuperà di ricerca e innovazione. Andrea Bianchi mira a incrementare l'investimento privato nel settore Ict attraverso gli strumenti del credito di imposta e la finanziarizzazione dell'intervento pubblico. In questo caso, le misure ipotizzate sono di tipo fiscale, con modelli di credito di imposta, agevolazioni e garanzie di credito, eventuali finanziamenti per far si che la digitalizzazione diventi un motore di innovazione dei settori manifatturieri tradizionali.

Infine, l'Agenda digitale affronta anche il tema della smart community, ovvero la città intesa come comunità intelligente dal punto di vista della mobilità, dell'educazione, del risparmio energetico e della sicurezza. L’impegno è realizzare un piano nazionale, garantendo la realizzazione delle infrastrutture intangibili necessarie per la realizzazione dei progetti che hanno come obiettivo il miglioramento della vita dei cittadini. A condurre il sesto gruppo è Mario Calderini.

AR

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