Ue: Viviane Reading mette in guardia Google sulla privacy

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Privacy. L'Ue mette in guardia Google. Da ieri le nuove regole sulla privacy del colosso di Mountain View sono entrate in vigore. E se da una parte l'Unione Europea è favorevole alle possibilità offerte della rete, dall'altra ammonisce le grandi società, Google in primis.

Le nuove regole di Google, come viene illustrato in una nota, consentiranno di combinare insieme le informazioni rilasciate dagli utenti da Gmail a YouTube, fino a Google Maps integrandole. Ma l'Ue ribadisce che in tal modo i dati personali potrebbero essere meno tutelati.

Viviane Reading, Vicepresidente della Commissione Europea, alla CNN ha illustrato quali sono i rischi per gli utenti e i loro timori: “Oggi viviamo in un mondo di possibilità mozzafiato. Siamo in grado di inviare messaggi istantanei ai nostri cari dall'altra parte del mondo, al tocco di un dito. Siamo in grado di condividere le foto delle vacanze con gli amici in tempo reale. Possiamo affidare i nostri dati privati ad un fornitore di servizi cloud, senza doverci preoccupare dello spazio di archiviazione. Tutto questo progresso tecnologico aiuta a guidare l'innovazione, la crescita e la creazione di posti di lavoro. In Europa, stiamo abbracciando questi cambiamenti. Ma oltre ai progressi, ci troviamo di fronte a nuove sfide normative”. Quelle che riguardano la privacy, appunto.

Ma non è solo il punto di vista istituzionale a sottolineare tale necessità. Anche gli utenti del web, in un sondaggio, hanno fatto sapere di essere preoccupati del modo in cui le aziende usano i loro dati (72%). Ed in particolare, i maggiori timori riguardano la privacy online, uno dei motivi più frequenti per cui la gente è restia ad acquistare merci e servizi sul web.

Continua la Reading: “La nostra fiducia in un futuro digitale dipende dal fatto che sappiamo che i nostri dati saranno protetti in modo sicuro. I consumatori non sono gli unici interessati, le imprese lo sono ancora di più”.

Il mese scorso inoltre, l'Ue ha proposto la riforma delle norme di protezione dei dati: “Il nostro obiettivo è quello di rendere il mercato comune per i beni ei servizi europei più accessibile alle imprese e ai consumatori, rafforzare la nostra economia e impostare uno standard internazionale per la privacy online. Ricordiamo che l'Ue, lo scorso 25 gennaio ha rilasciato alcune linee guida per la la riforma. La più discussa e gradita è stata quella che riguarda il diritto di all'oblio.

In Europa, la protezione dei dati personali è un diritto fondamentale e tale diritto è chiaramente affermato nel trattato sull'Unione europea e della legislazione. Secondo il Vicepresidente della Commissione Ue, per rendere effettivo questo diritto, le persone devono avere il controllo dei propri dati. Ecco come: “Prima di tutto la gente ha bisogno di essere informata sul modo in cui i dati saranno utilizzati, in un linguaggio chiaro e semplice: quali dati vengono raccolti, per quali scopi e per quanto tempo saranno conservati”.

Successivamente, l'utente dovrà dare il proprio consenso esplicito prima che i suoi dati personali, tra cui gli elenchi di contatti, foto o e-mail, vengno utilizzati: “Le aziende non possono usarli per scopi diversi da quelli concordati”.

In terzo luogo, le persone avranno un maggiore controllo sui propri dati, avranno bisogno di essere in grado di accedere ai propri dati facilmente e portarli ad un altro provider o cancellarli se non vogliono più che vengano utilizzati, ossia il già citato diritto ad essere dimenticati.

Infine, gli individui dovranno essere rapidamente informati anche quando i loro dati personali vengono persi, rubati o violati.

L'auspicio è che le aziende possano essere in grado di vendere beni e servizi secondo le stesse regole di protezione dei dati per tutta l'Ue, con un mercato potenziale di 500 milioni di persone.

Francesca Mancuso

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