Virgin Oceanic: nuovi progetti per Richard Branson

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Richard Branson costretto a rivedere i suoi piani per esplorare gli abissi dei mari di tutto il mondo. Il progetto, noto come Virgin Oceanic, fu annunciato nel 2011. E coincise con l'acquisto proprio da parte di Branson di un sottomarino lungo 18 metri, il DeepFlight Challenger. Tre anni dopo aver definito questa missione come "l'ultima grande sfida degli esseri umani", Branson sta per giungere alla realizzazione del suo desiderio di esplorare i fondali oceanici.

Il DeepFlight Challenger è il frutto di un'idea dell'avventuriero Steve Fossett, famoso per essere il primo uomo a circumnavigare la Terra in mongolfiera. Il piano originale di Fossett, quando commissionò la costruzione del sottomarino nel 2005, era quello di inoltrarsi sui fondali della Fossa delle Marianne. Successivamente lo donò al National Air and Space Museum dello Smithsonian di Washington DC. Sfortunatamente, Fossett è morto in un incidente aereo nel 2007 e non è mai stato in grado di eseguire questa immersione record.

Quattro anni più tardi, Branson, facendo propria l'idea di Fossett, la rivisitò in chiave più “imprenditoriale”. In tal modo, immaginò il sottomarino come un veicolo potenziale per l'industria turistica. E, nel far ciò, valutò il prezzo di un biglietto fino a 500 mila dollari, per una “passeggiata” sul fondo dell'oceano. Per questo, rese note le sue intenzioni di poter giungere ad esplorare i cinque oceani nei successivi due anni. Ovviamente, il più profondo e pericoloso di tutti sarebbe stato proprio la Fossa delle Marianne nel Pacifico, quasi a 11mila metri sotto il livello del mare.

Tuttavia, il sommergibile non è in grado di resistere alla pressione di tale profondità. Nel corso di alcuni test, infatti, mentre si simulava la pressione intensa di oltre 35 mila metri di profondità, la cabina di vetro ha mostrato evidenti segni di cedimento.

DeepFlight, ossia l'azienda che ha progettato il sottomarino, ha sostenuto sin dall'inizio il progetto Virgin Oceanic. Tanto che le sue intenzioni originali erano quelle di progettare un'imbarcazione che potesse accompagnare Fossett sul fondo delle Marianne per poi ricondurlo in superficie. Ma un simile progetto fu commissionato per un solo viaggio. La società, infatti, sapeva che la forza del sommergibile e la sua capacità di sopportare la pressione sarebbe diminuita dopo ogni immersione, rendendola responsabile di eventuali incidenti già dopo la terza o quarta missione sottomarina. Senza il supporto di tecnici e consulenti della DeepFlight, quindi, Branson ha dovuto rivedere seriamente i propri progetti di esplorazione in acque profonde.

Una nuova delusione che giunge per giunta in un brutto momento per Branson stesso. Ricordiamo, infatti, l'incidente del Virgin Galactic SpaceShipTwo. L'astronave, dopo aver raggiunto un'altezza di circa 1500 metri durante il suo volo di prova sopra il deserto del Mojave, è esplosa uccidendo uno dei piloti. L'incidente ha significato un enorme passo indietro nei piani del pioniere dei voli commerciali nello spazio. Oltre 700 persone avevano già pagato i 250 mila dollari per l'acquisto di un biglietto. Ed almeno 24 di questi avrebbero chiesto un rimborso.