Google ci leggerà nel pensiero: al via le previsioni dei nostri bisogni

Google pensiero

Google vuole leggerci nel pensiero. Come Amazon tenta di preparare le consegne prima che gli utenti facciano gli ordini, così il popolare motore di ricerca ha recentemente acquistato DeepMind Technologies, una società londinese che sviluppa programmi di intelligenza artificiale volti proprio alla lettura del pensiero.

Come si apprende dal sito ufficiale, l'azienda inglese combina tecniche di learning via software e architetture basate sulle neuroscienze per costruire potenti algoritmi di apprendimento, con applicazioni commerciali come simulazioni, e-commerce e giochi. È sostenuta perciò da diversi imprenditori tecnologici ed è proprio in questo quadro che si inserisce l'interesse di Google.

Non si parla qui comunque di una vera e proprio lettura del pensiero, come nel caso di alcune ricerche universitarie che vedono lo sviluppo di computer specializzati nell'analisi degli impulsi del cervello. A giudicare dalle informazioni reperibili su DeepMind Technologies, sarà infatti più il computer a comportarsi come noi che viceversa, ovvero la ricerca volge allo sviluppo di pc che mirano ad assomigliare ad un cervello più che a macchine che analizzano e leggono il nostro.

Lo scopo di Google, che sembra aver sborsato più di 400 milioni di dollari per questa operazione commerciale, appare evidente, e non è molto distante da esperimenti come quello di Amazon: prevedere quello di cui gli utenti hanno bisogno prima che lo manifestino, portandoli a trovare link a siti web (e quindi a cliccarli) prima che loro stessi inizino a cercarli. Tecnica che dovrebbe portare il motore di ricerca ad incrementare i dati di accesso, e quindi incassi pubblicitari e tutto quello che ne deriva.

Al di là delle naturali perplessità sulla questione privacy, già sollevata in casi analoghi, Google è attualmente impegnato in una controversia con la Commissione Europea per via di presunte manipolazioni illecite ai danni della concorrenza. L’Antitrust dell’Ue ha recentemente lanciato un ultimatum secondo il quale, senza convincenti soluzioni presentate dal motore ricerca, potrebbe essere intimato a Mountain View il pagamento di una maxi-multa.

Come sarà percepita dai concorrenti, dunque, un'eventuale lettura nel pensiero degli utenti?

RDC

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