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PredPol: l'algoritmo della polizia che prevede i crimini

polizia predpol

Mani in alto! Ci pensa PredPol. Prevedere i reati e prevenirli prima ancora che possano verificarsi è possibile. La lotta al crimine stile Minority Report però non ha nulla di paranormale. Ancora una volta sono le tecnologie informatiche a rendere possibile ciò che fino a qualche tempo era fantascienza.

 

L'idea, nata presso la University of California di Los Angeles, non è nuova ma la sua applicazione pratica si sta diffondendo adesso. A fornire l'input è stata la cosiddetta 'analisi predittiva'. Impedire un crimine infatti è ciò a cui punta la tecnologia. Ed oggi basta una mappa interattiva per capire dove sta per verificarsi un reato. Quando una zona comincia a lampeggiare di rosso, è probabile che a breve, nel giro di qualche ora, possa accadere qualcosa.

Partendo dalle loro ricerche futuristiche sulle possibilità predittive della polizia, sei anni fa i matematici Andrea Bertozzi e Martin Short, l'antropologo P. Jeffrey Brantingham, e George Mohler dell'Ucla, sono riusciti a creare un software in grado di anticipare i crimini prima ancora che vengano commessi. Dal loro lavoro è nata una piccola impresa chiamata PredPol. Lo strumento software nato dal loro lavoro ha già portato ad una serie di risultati interessanti, che si basano sulla mappatura della criminalità e su un lavoro precedentemente realizzato presso l'Università di Santa Clara. Il software è stato successivamente modificato dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles, che continua ad utilizzarlo in modo efficace in cinque divisioni che proteggono così 1,3 milioni di persone in 130 miglia quadrate.

Ma come funziona? Il software, in continuo mutamento, cerca di determinare quali sono le zone della città più inclini al crimine. Le analisi dei programmi informatici della polizia, le attività di aggregazione di enormi quantità di informazioni, dai casellari della criminalità sia del passato che del presente e dei dati in tempo reale forniti dalle pattuglie di polizia vengono integrate insieme.

Partendo da tali dati viene creata una mappa della città con le zone in cui un reato è probabile che si verifichi, ipotizzando anche la possibile natura dei crimini futuri. Mike Barton, dell'Associazione britannica dei capi di polizia., pensa che questo sia un anticipo di ciò che sarà in futuro: “La tecnologia può aiutarci a prevedere dove un crimine si verificherà, e in particolare, se si è spostato a seguito delle attività di polizia,” spiega. “Questo ha evidenti vantaggi quando si tratta di indirizzare le risorse in modo efficace e nel ridurre la vittimizzazione ripetuta”.

Nessuna magia, solo tecnologia.

Francesca Mancuso

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