L'Antitrust Usa accusa Google: manipola i dati della ricerca a suo vantaggio

Antistrust vs Google

Non c’è pace per Google: dopo le ripetute accuse di violazione di privacy e brevetti, ora arriva l’Antitrust americana, che ha accusato il colosso di Mountain View di manipolare i dati delle ricerche a suo vantaggio. Con un documento di oltre 100 pagine condiviso tra cinque commissari del Federal Trade Commission (Ftc) statunitense, l’organizzazione che vigila sulla legalità della concorrenza ha chiesto al governo di citare in giudizio l’azienda.

Il memo in realtà è ancora una draft, suscettibile di modifiche, ma non nella parte sostanziale dell’indagine, che è iniziata più di un anno fa. Alcuni portavoce di Google hanno però dichiarato: “Siamo lieti di rispondere a tutte le domande che le autorità di regolamentazione hanno sulla nostra attività. In passato si è detto molte volte che la concorrenza è a portata di click”.

L’operazione della Ftc sembra quindi volta a fare pressioni a Bill Gates affinchè chiarisca i punti oscuri e risolva le questioni in apparente contrasto con la legge, piuttosto che a portare la compagnia informatica in tribunale. Ma, se i commissari non avranno le risposte che cercano, non si esclude che la vicenda finisca realmente davanti a un giudice.

Google è indagato dai procuratori generali di sei stati, quali Texas, Ohio, New York, California, Oklahoma e Mississippi. Ma questa procedura si muove in parallelo anche ad un’altra in Europa. Parlando a New York il mese scorso infatti, Joaquín Almunia, commissario per la concorrenza dell’Unione Europea, ha sottolineato preoccupazioni sulle norme dell’antitrust, affermando che Google sta “utilizzando la sua posizione dominante nella ricerca online per escludere i motori di ricerca rivali specializzati e gli inserzionisti di ricerca”.

A questo proposito una società oggetto delle indagini della Ftc è NexTag, un servizio di shopping online. Negli ultimi due anni Google ha costruito la propria offerta di shopping, e, secondo i dirigenti NexTag, da allora il traffico dal motore di ricerca verso il loro sito è crollato. Nell’ultimo anno, in particolare, si sarebbe dimezzato: questo dimostrerebbe che Google manipola i risultati della ricerca per danneggiare un concorrente.

E questo sembra solo uno dei diversi esempi che la commissione ha esaminato. Comunque il mese scorso, Jon Leibowitz, presidente della Ftc, aveva dichiarato che una decisione definitiva in merito alla causa a Google sarebbe stata presa entro la fine di quest’anno. Per cui si attendono repliche e chiarimenti entro Dicembre.

Roberta De Carolis

Pin It

Cerca