Digital Detox: in vacanza per disintossicarsi dalle tecnologie

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Digital detox: disintossicarsi dal mondo digitale, da tutto quello che è virtuale, per riprendersi un po’ di realtà. La tendenza è partita dagli Stati Uniti e all’estero sorgono ormai come funghi le proposte di vacanza di questo tipo, dove tablet e smartphone non sono ammessi. Corriamo a comprare sempre gli ultimi ritrovati di questa tecnologia che avanza più velocemente di noi, ma poi abbiamo bisogno di fermarci e tornare indietro nel tempo, quando tutto era offline. E molti si dicono soddisfatti di questa nuova forma di relax.

Il digitale ormai fa parte della nostra vita, sia lavorativa che ludica. Passiamo davanti al pc spesso molte ore della giornata, e molti dei nostri rapporti sociali si mantengono grazie a dispositivi elettronici e social network. E si moltiplicano gli studi sull’effetto di questa esistenza virtuale su quella reale. I risultati sono però contrastanti: c’è chi dice che tutto questo faccia bene all’umore, e chi respinge la tesi, individuando nel digitale una possibile causa di depressione. E possono nascere delle vere e proprie dipendenze.

Sono sicuramente di quest’ultima posizione tutti coloro che stanno aderendo in massa a questa nuova forma di turismo, che all’estero è veramente una moda. D’altronde il digitale è rapidità, come ha commentato Johnny Jet, esperto di viaggi: “In questo periodo quando la gente si invia un e-mail o un testo o lascia un messaggio vocale, si aspetta una risposta abbastanza rapidamente”. E, per staccare la spina, stop alle corse, quindi stop a tutto ciò che ce le impone. Via cellulari, di vecchia e nuova generazione, computer, connessione Internet, e via persino alla televisione.

E in Italia? Il nostro paese riprende e rincorre questo trend ancora lentamente, ma qualcosa già inizia anche qui, in particolare in Trentino e in Sardegna, dove in effetti le luci naturali dei panorami di montagna mozzafiato delle Alpi e dello splendido mare dell’isola non faranno di certo sentire la mancanza dei colori shock di un computer.

Slow life, almeno in vacanza.

Roberta De Carolis