Planetary Resources: i dettagli del progetto di Cameron

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Ogni anno l’umanità utilizza più risorse di quanto la terra riesca a rigenerare. Ad oggi servirebbe un pianeta più grande del 30%, per fornire le risorse richieste dalle nostre attività; ed entro il 2050, non basterebbero due pianeti simili al nostro. La necessità di un cambiamentoradicale delle politiche ambientali ormai è un dato di fatto, e molto si sta facendo per evitare il collasso del nostro pianeta. Siamo agli albori di un cambiamento di mentalità, e l’innovazione promette un deciso aiuto ai problemi del mondo.

Si chiama Planetary Resources, la società fondata da Eric Anderson e Peter H. Diamandis, che aprirà le porte ad un cambiamento di paradigma nella ricerca delle risorse energetiche. Tra i principali investitori spiccano James Cameron il regista di Avatar e Titanic, ed Eric Schmidt il presidente esecutivo di Google.

Le risorse, in questo caso, non verranno cercate sulla nostra Terra, bensì sugli asteroidi, e più in particolare sugli asteroidi NEA (near-earth). È un numero enorme, infatti, quello che identifica la quantità di asteroidi che vengono scoperti ogni anno dai nostri telescopi; e, secondo le stime della Planetary Resources, sono circa 1500, quelli in grado di essere raggiunti facilmente.

I tipi di risorse contenute da questi corpi orbitanti, vanno dall’acqua al platino. E proprio questi materiali preziosi, potrebbero essere la spianta per accrescere il benessere dell’umanità, per accrescere il PIL, e per mantenere continua e stabile la presenza umana nello spazio. Far entrare gli asteroidi nella sfera economica umana, dunque, potrebbe rivelarsi l’affare del secolo.

Ma la Planetary Resources non prevede di fare tutto e subito, anzi, la missione della società, per il momento, è quella di abbassare il costo per l’esplorazione degli asteroidi con la creazione di tecniche innovative.

Uno degli obiettivi, infatti, sarà quello di creare robot esploratori molto più economici di quelli attuali. E la chiave di questo risparmio, secondo la loro filosofia, sarà quello di progettare con design semplici, che possono essere realizzati da piccoli team di esperti. Tutto ciò, dunque, consentirà uno sviluppo rapido dei privati, per l’esplorazione commerciale dello spazio.

Secondo la Planetary Resources, la progettazione spaziale dovrà essere affiancata da nuovi progressi nel campo delle comunicazioni ottiche nello spazio profondo,nell’esplorazione collaborativa, e nella costruzione di nuovi micro-propulsori; ed è proprio di questi settori che si occupa l’azienda.

Le tecnologie che verranno utilizzate dalla società sono semplici ed economiche:

-Leo è un telescopio spaziale privato, in grado di orbitare nell’orbita terrestre bassa, e capace di osservare gli asteroidi che passeranno nelle vicinanze della terra. Il telescopio, inoltre, permetterà a scienziati di diverse comunità di compiere telerilevamento spaziale, a basso costo.

-Interceptor, invece, permetterà di intercettare gli asteroidi che passeranno tra la terra e la luna. Attraverso questo strumento sarà possibile raccogliere importantissimi dati sulle proprietà degli asteroidi.

-il Rendezvous Prospector, sarà in grado di entrare nell’orbita dell’asteroide oggetto di studio, da cui potrà ricavare importanti dati sulla forma, rotazione, densità, composizione superficiale, ecc.

Inizialmente lo studio si soffermerà sugli asteroidi ricchi di acqua; essa, infatti, è alla base della vita, e se estratta dagli asteroidi, può aiutare la permanenza della vita nello spazio.

"L'acqua è probabilmente la risorsa più preziosa nello spazio. L'accesso ad asteroidi ricchi di acqua renderà enormemente più facile l'esplorazione del sistema solare su larga scala. Oltre a supportare la vita, l'acqua può anche essere scomposta in ossigeno ed idrogeno, fornendo aria per la respirazione e propellente per veicoli spaziali" conclude Anderson.

Andrea Tasselli

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