Gli USA pensano al futuro attraverso l'energia pulita

Obama arpae

L’immagine sopra riportata mostra un Barack Obama deciso, nel pieno della sua vittoriosa campagna presidenziale del 2008. Oggi, la popolarità del presidente degli Stati Uniti appare in calo, ma alcune delle misure prese durante questi quattro anni sono comunque destinate a lasciare un segno profondo nella politica statunitense. Tra queste, anche la decisione di dar vita ad una sorta di agenzia, denominata Advanced Research Projects Agency for Energy (ARPA-E), dedicata in modo specifico allo studio di soluzioni che consentano di produrre energia pulita, senza danni ambientali e senza aggravare il già critico problema dell’inquinamento. Recentemente l’ARPA-E ha tenuto il suo terzo summit annuale, presentando le 180 idee prodotte nel corso di questi tre anni.

Citando le parole del segretario all’energia Steven Chu: "Abbiamo bisogno, ora, di una seconda rivoluzione industriale". Una rivoluzione che, forse, modificherà non soltanto la scelta e l’utilizzo degli strumenti necessari a perseguire gli obiettivi di interesse pubblico, ma gli obiettivi stessi. Una rivoluzione che comincia ripensando all’idea di energia non soltanto in termini quantitativi, ma qualitativi.

Tra le proposte messe in campo, l’idea di comprendere ancora più a fondo e possibilmente arrivare addirittura a ricreare il processo di fotosintesi clorofilliana delle piante, così come l’idea di ricavare carburante direttamente dal gas naturale. Non si tratta però, a questo punto, soltanto di idee. Esistono anche risultati già consolidati, di grande concretezza. Tra questi, il progetto, finanziato da ARPA-E, condotto dalla ditta Envia Systems, che ha portato alla produzione della serie di batterie al litio con maggior densità energetica del mondo. Uno strumento così efficace, oltre a essere utile di per sé, potrebbe dare nuovo slancio anche allo sviluppo di altre tecnologie. Pensiamo, ad esempio, alle auto elettriche.

Lo spirito dell’iniziativa è ben riassunto dallo slogan di ARPA-E, un concentrato del miglior americanismo, quello capace di guidare la storia dopo la crisi del 1929, con il New Deal, quello dei libri di Steinbeck. O, più recentemente, quello delle canzoni di Springsteen, che scaldano i cuori e alimentano speranze: “Dateci le vostre migliori idee. Vedremo se funzionano”.

Damiano Verda

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