La crisi è anche spaziale: la Nasa licenzia 1300 dipendenti

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Anche la Nasa è ai ferri corti. I tristemente noti ‘tagli del personale’ sono penetrati anche nell’agenzia spaziale statunitense. Le notifiche di licenziamento ai lavoratori sono più di 1.300 ed hanno avuto effetto già dal primo ottobre di questo anno. Il fatto era, per così dire, annunciato, visto il previsto ‘pensionamento’ dello shuttle sin dal prossimo anno.

La nostra forza lavoro lo sapeva dall’inizio che lo Space Shuttle Program era stato concepito per avere una fine”, afferma Virginia Barnes, presidente dell'Usa, la Union Space Alliance. Circa un terzo del personale sarà coinvolto. L'Usa, di base a Houston, è un partenariato tra la Boeing Co. e la Lockheed Martin, e opera con la Nasa dal 1995.

Il portavoce della compagnia, Kari Fluegel, spiega che "di 1394 licenziamenti, 902 sono indirizzati ai lavoratori del Nasa’s Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, ossia la sede impiegata come base di lancio dei tre shuttle; 478 sono rivolti alla sede operativa delle missioni, in Texas; e solo 14 riguardano il personale del Nasa’s Marshall Space Flight Center dell’Alabama".

La flotta spaziale Nasa si ritirerà il prossimo anno dopo 30 anni di lanci nell’orbita terrestre. Lo shuttle inaugurò il suo primo volo nel 1981; dopo quel primo lancio ne seguirono altri 132. Al momento sono schedulate solo le due ultime missioni, programmate rispettivamente per novembre e per il prossimo febbraio, con il compito di completare l’International Space Station, in costruzione dal ’98 grazie al consorziato di 16 paesi.

Il congresso sta ora decidendo se fissare anche una terza e definitiva missione che, se approvata, dovrebbe avere luogo la prossima estate 2011. Tale prospettiva, però, non fermerà le lettere di licenziamento; anzi, potrebbero esserci possibili ripercussioni per ulteriori tagli del personale.

Il progetto Nasa, dopo il ritiro dei tre shuttle ancora attivi, l’Atlantis, il Discovery e l’Endeavour, sarebbe quello di orientarsi verso nuove prospettive. I pianii futuri, infatti, prevedono di inviare gli astronauti su un asteroide. Possibile data: il 2025.

Successivamente, la meta sarebbe, ovviamente, Marte. E il nuovo obiettivo andrebbe a sostituire il Constellation Program che ipotizzava invece un ritorno dell’uomo sulla Luna per il 2020. Anche il Presidente Barack Obama si è pronunciato al riguardo, dichiarando che un simile progetto di costruzione di nuove navicelle spaziali sarebbe stato "troppo dispendioso per le finanze americane di oggi": circa sei miliardi di dollari.

Lo shuttle prossimo alla partenza questo mese è il Discovery. Tuttavia, sebbene ne fosse prevista la partenza il primo novembre, problemi tecnici ne stanno facendo slittare la data del lancio. Questa missione prevede di consegnare un magazzino ed un assistente robot, di nome Robonaut 2, alla Stazione spaziale internazionale.

Federica Vitale

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