Quasi un'alga gigante: è il futuro del green building

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Sarebbe potuto essere, ma non sarà. Così si potrebbe definire 'The Tower of Droplets' (letteralmente, 'La torre di goccioline') progettata da Sir Peter Cook, già autore di costruzioni audaci, e Gavin Robotham. Seconda classificata al recente Taiwan Tower Conceptual International Competition, la struttura rimarrà soltanto un disegno, un'idea, stracolma di intuizioni.

Uno schema di gabbie di acciaio collegate tra loro, corre verticalmente per tutto lo scheletro del grattacielo disegnandone l'andamento libero. Interamente coperta di alghe per produrre biocarburanti, la torre è votata alla creazione di energia.

Esattamente come la Floating Observatories, il progetto vincitore del concorso, gran parte della torre è aperta al pubblico. Dagli impianti di risalita è possibile scorgere lo stato di avanzamento delle lavorazioni vegetali, e diverse varietà di habitat naturali sono ricreati lungo tutta l'altezza dell'edificio. Coltivate e filtrate, le alghe creano biomassa utilizzata come nutrimento per i pesci e per la fabbricazione della carta e dei biocarburanti. Tuttavia, per potersi realizzare il processo, la 'Tower of Droplets' cattura grandi quantità di anidride carbonica dall'ambiente circostante.

secondoclassificato_torre_taiwanqqqqqqqqqqqqqqqqqqqSecondo le stime degli stessi architetti che l'hanno progettata, "nella torre di base" sono forniti "10,888 metri quadrati di superficie riservati alle alghe, capaci di produrre 3.266.400 litri di petrolio e diverse migliaia di tonnellate di biomassa in un solo anno. La stessa struttura - aggiungono gli esperti - potrebbe essere ulteriormente sviluppata fino al raddoppio della superficie utile e quindi alla creazione di 6.532.800 litri di greggio”.

Nelle zone inferiori della struttura, inoltre, sono state inserite voliere e acquari. Le tre zone ufficio sono tutte utilizzate dalle autorità di sviluppo della città. Un museo alto cinque piani espone ai livelli intermedi le tecniche sviluppate dai designer presso la Kunsthaus di Graz (in Austria), e ai livelli superiori alcune tipologie di sistemi di habitat.

Pensando al bando di presentazione del concorso, e basandoci sulle prime posizioni in graduatoria, sembra che il disegno ispirato all'architettura del gigantismo e alle visionarie premonizioni degli Archigram fosse tra le caratteristiche necessarie per la vittoria. D'altronde, alcuni tra i maggiori esponenti delle correnti avanguardiste sono proprio asiatici, e chissà che queste costruzioni non vogliano, almeno un po', rendere omaggio ai loro ingegni.

Se la Floating Observatories è dunque caratterizzata da un impianto tecnologico sbalorditivo, l'edificio di Sir Peter Cook si distingue per un'eco-impronta proiettata nel futuro. L'enorme produzione di alghe rende il progetto stesso un grande essere vivente, in grado di crescere e sostentarsi per proprio conto.

Alfredo Baldi

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