Marte visto da vicino e in 3D

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Osservare Marte da vicino, per l'uomo, non sarà fisicamente possibile ancora per molti anni. Ma le sonde e i veicoli spaziali da tempo al lavoro sul Pianeta Rosso possono darci una visione migliore. Ed è quello che hanno fatto gli scienziati tedeschi del Deutsches Zentrum für Luft-che sono riusciti a vedere Marte in 3D.

In precedenza, le immagini del pianeta erano disponibili ma solo bidimensionali con le osservazioni della sonda europea Mars Express e poi trasformati in modelli tridimensionali del terreno.

Ora, gli scienziati planetari, sotto la guida del Centro Aerospaziale Tedesco hanno per la prima volta unito singole strisce da 50 a 100 chilometri per creare una mappa su larga scala.

Il risultato? Un mosaico formato da 2,3 milioni di chilometri quadrati di superficie che copre la vasta regione degli altipiani ricchi di crateri del pianeta rosso, parti del canale di deflusso Ares Vallis, la regione Aram Chaos e la pianura Meridiani Planum e Chryse Planitia.

I dati di questo ampio settore della topografia di Marte sono stati acquisiti con la HRSC, che è stata in orbita intorno al pianeta rosso con Mars Express dal 25 dicembre 2003. Nove sensori filmano la superficie del pianeta da diverse angolazioni e rendono possibile la mappatura del nostro vicino planetario ad alta risoluzione a colori e in 3D. Durante i suoi studi, il veicolo nel corso di oltre 14.000 orbite, ha registrato e trasmesso un totale di 293,34 gigabyte di dati sulla Terra, garantendo la copertura del 70 per cento della superficie di Marte.

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Mercatore e Gauss hanno misurato la Terra, e con la nostra indagine di Marte si stanno seguendo le loro orme”, ha spiegato Ralf Jaumann, scienziato del DLR e Principal Investigator del High Resolution Stereo Camera (HRSC) a bordo della sonda Mars Express. “La qualità che abbiamo raggiunto con le immagini di HRSC non era mai stata ottenuta prima”.

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Il mosaico si estende per oltre 1.800 chilometri da nord a sud e 1.300 km da est a ovest. I colori qui visibili provengono da un totale di 89 orbite di Marte e sono stati combinati fino ad ottenere questo risultato.

Le strisce sono state registrate a risoluzioni diverse, con il Sole in posizioni diverse e in diverse condizioni atmosferiche. La sfida era quella di combinarli in modo uniforme e senza confini visibili fino a formare un'unica grande immagine” spiega Jaumann.

Il passo successivo è il corretto trattamento dei mosaici di grandi dimensioni realizzati da un gruppo di lavoro guidato dal ricercatore del DLR Klaus Gwinner: “Il rilievo del pianeta segna un'altra pietra miliare”, dice Gwinner. La squadra tedesca mira a rappresentare tutto il pianeta Marte in questo modo entro il 2018.

Francesca Mancuso

Foto: DLR

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