Vita aliena senz'acqua? Forse su Titano

titano vita

Quando si tratta di rintracciare vita extraterrestre, molti scienziati partono dall'ipotesi che gli alieni siano anch'essi dipendenti dall'acqua. Dopotutto, quest'ultima ha svolto un ruolo centrale nel favorire la biodiversità sulla Terra, quindi è naturale considerarla cruciale per le possibili forme di vita su altri pianeti. Tuttavia, secondo un recente studio condotto dalla Cornell University, potrebbero esserci nel cosmo mondi popolati da forme di vita 'aliene' completamente indipendenti dalla presenza di acqua.

Il team è giunto a questa conclusione dopo aver sviluppato un particolare tipo di cellula in grado di sopravvivere in un ambiente senz'acqua. "La membrana a doppio strato lipidico, ossia il fondamento della vita sulla Terra, non è praticabile in una struttura biologica a base di acqua liquida", scrivono gli autori dello studio. "Questo dato ha portato gli astronomi a cercare le condizioni adatte alla presenza di vita con la ricerca di pianeti extrasolari all'interno della 'zona abitabile', ovvero la regione in cui l'acqua liquida può esistere".

Nel far ciò, i ricercatori hanno riprodotto una simulazione cellulare capace di sopravvivere sull'affascinante satellite di Saturno, Titano, l'unica luna del sistema solare con un'atmosfera densa, nonché l'unico mondo esterno alla Terra che supporta liquidi sulla sua superficie. Con temperature decisamente molto rigide, infatti, Titano “ospita” acqua solo sotto forma di ghiaccio. Su questa luna, i fiumi, laghi e mari scorrono come metano liquido, mentre la sua roccia e l'atmosfera sono densi di idrocarburi, elementi determinanti affinché si generi vita.

In generale, la presenza di forme di vita su Titano non sono state date per certe come su Europa, ad esempio, dove si ritiene ci possa essere acqua allo stato liquido come sul nostro pianeta. Ad ogni buon conto, la luna di Giove sembrerebbe un candidato convincente vista la massiva produzione di molecole organiche complesse.

Il team della Cornell, composto da specialisti di dinamica molecolare come Paulette Clancy, il co-autore dello studio, l'ingegnere chimico James Stevenson, e Jonathan Lunine, un esperto del sistema lunare di Saturno, ha concepito una cellula definita "azotosoma". Questa ipotetica forma di vita creata in laboratorio sarebbe composta da azoto, carbonio e idrogeno e avrebbe la stessa flessibilità e resistenza a temperature criogeniche (182 gradi sotto lo zero) proprie delle nostre membrane cellulari. Delle dimensioni di pochi millesimi di millimetro, questo organismo non potrebbe sopravvivere sul nostro pianeta perché, oltre a dipendere dal metano, non ha bisogno di ossigeno. Per questo, è idoneo a sopravvivere su un mondo freddo, ghiacciato, proprio come quello di Titano.

cellula titano

Gli scienziati hanno modellato diversi scenari molecolari, cercando la combinazione ideale all'ambiente. Si è scoperto che un composto tossico, conosciuto come acrilonitrile ed utilizzato nella fabbricazione di materie plastiche, possa essere particolarmente favorevole a resistere a un habitat come quello di Titano. Clancy e Stevenson, dunque, si sono detti particolarmente sorpresi dalla robustezza della cellula che essi stessi hanno simulato. "Noi non siamo biologi, e nemmeno astronomi, ma abbiamo avuto gli strumenti giusti", hanno dichiarato. “Forse ci ha aiutato il fatto di non aver avuto alcun preconcetto sul modo in cui una membrana dovrebbe o non dovrebbe essere”.

Sembrerebbe una nuova chiave di lettura, quindi, quella di pensare all'evoluzione della vita senza per forza andare incontro agli schemi finora preconcetti. Ed è sicuramente un modo alternativo di ipotizzare la presenza di forme extraterrestri che si siano generate e sviluppate in condizioni simili a quelle della Terra o, altrimenti, in situazioni del tutto diverse. Basti ricordare lo studio secondo il quale, proprio qui sulla Terra, alcuni batteri siano in grado di vivere nell'arsenico. Sebbene poi ulteriori studi hanno affermato il contrario, ovvero che sia il fosforo ad essere "preferito" dai batteri e come, in questi, non vi sia alcuna traccia di arsenico.

E, probabilmente, a ragione Stevenson dichiara: "Il nostro è il primo progetto concreto che considera la vita in modo diverso da come la conosciamo". Ora, concretizzare la presenza di questi esseri su Titano è la risposta per studi futuri. Ma sapere che la vita è concepibile in un ambiente del tutto diverso dal nostro apre certamente nuove frontiere alla ricerca di forme di vita aliene.

Federica Vitale

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