Il "mostro" di raggi gamma a 10 miliardi di anni luce

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Gli astronomi lo chiamano “il mostro”. Si tratta della più grande e più brillante esplosione cosmica mai vista finora e, se fosse stata più vicina, la Terra sarebbe stata coinvolta e sarebbe stata cancellata. I telescopi orbitanti, infatti, hanno registrato un vero spettacolo pirotecnico all'inizio di quest'anno, quando hanno avvistato ciò che comunemente, nell'ambiente, è noto come lampo di raggi gamma in una galassia lontana.

Gli astronomi erano a conoscenza, finora, di un solo grande fenomeno simile: il Big Bang che creò l'universo. "Questa esplosione è stata un evento cosmico che si verifica una sola volta in un secolo", ha spiegato il capo astrofisico della Nasa Paul Hertz. Ma questa esplosione si è verificata a 3,7 miliardi di anni luce di distanza. Ecco perché l'umanità ne è stata risparmiata. In realtà, nessuno sulla Terra ha potuto assistervi, anche solo ad occhio nudo.

Una raffica di raggi gamma ha luogo quando una stella massiccia muore, collassa in un nuovo buco nero ed esplode in quello che viene chiamato supernova, espellendo radiazione energetica. Tale radiazione viaggia attraverso l'universo alla velocità della luce. Un pianeta catturato da una di queste esplosioni perderebbe immediatamente la sua atmosfera e sarebbe ridotto ad un cumulo di cenere.

Gli scienziati potrebbero essere in grado di rilevare i segni premonitori di una imminente raffica di raggi gamma. Tuttavia, se una raffica fosse diretta verso il nostro pianeta, e le probabilità che questo accada sono vicine allo zero, gli astronomi sostengono che non ci sarebbe nulla da fare.

I telescopi in orbita, di proprietà dall'agenzia spaziale statunitense, hanno seguito per più di due decenni simili esplosioni, tanto da rilevarne una ogni due giorni. Ma quello rilevato lo scorso 27 aprile ha battuto ogni possibile record di violenza ed energia. Infatti, ha travolto le strumentazioni della Nasa con una potenza cinque volte superiore rispetto ad una simile esplosione avvenuta nel 1999. A sostenerlo, l'astrofisico Rob Preece, della University of Alabama di Huntsville e autore di uno degli studi.

Tutto ha avuto inizio da una stella di circa 20 o 30 volte la massa del nostro Sole, molto più ampia e, quindi, incredibilmente densa. È esplosa in modo molto violento. In generale, i lampi di raggi gamma sono stati i veri protagonisti della "maggior parte delle esplosioni titaniche nell'universo" e questa era così grande che alcuni degli strumenti ne sono stati travolti. E oltre ad essere molto potente, è durata più a lungo rispetto a quella precedenti. "Io lo chiamo il 'mostro'", ha detto Preece. In effetti, in un altro studio, è stata usata la stessa definizione. Certamente un linguaggio insolito per una relazione scientifica.

Uno dei motivi principali per cui questa esplosione è stata così brillante è che, rispetto alle migliaia di altri Gamma Ray Bursts a cui gli astronomi hanno assistito, il “mostro” era vicino agli standard cosmici. Un anno luce misura, infatti, circa 10 mila miliardi di chilometri. La maggior parte delle esplosioni che i telescopi della Nasa hanno visto è stata due volte più distante di quella di quest'anno. Altre esplosioni potrebbero aver avuto tale entità, ma tutte si sono verificate molto più lontano e non sono apparse così brillanti quando hanno raggiunto la Terra.

Gli astronomi ritengono sia incredibilmente improbabile che una esplosione di raggi gamma, in particolare una potente come questa, possa mai aver luogo nella nostra galassia. Secondo Avi Loeb, dell'Università di Harvard, le probabilità sono meno di una su 10 milioni. Inoltre, affinché una raffica di raggi gamma di tale intensità sia effettivamente pericolosa, dovrebbe essere rivolta verso il nostro pianeta. E la possibilità che ciò accada, assicurano gli esperti, è praticamente nullo.

Federica Vitale

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