Ghiaccio ai poli di Mercurio

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Mercurio, c'è ghiaccio ai poli. Lo hanno confermato due nuovi studi basati sui dati forniti dalla Sonda Messenger della Nasa. L'ipotesi che riguardava la presenza di ghiaccio su Mercurio era già stata avanzata da parecchio tempo ma adesso grazie al lavoro della sonda è stato possibile confermarlo.

Messenger sta studiando la composizione del suolo del pianeta più vicino al Sole, davvero differente rispetto a quella degli altri pianeti rocciosi del Sistema Solare. Avviata ormai 8 anni fa, nel 2004, si tratta della prima missione dedicata a Mercurio dopo oltre 35 anni di stop. La prima fu, nel 1973, le missione Mariner 10 che però riuscì ad analizzare e ad osservare uno solo dei due emisferi del pianeta.

Dallo scorso marzo, Messenger è dunque all'opera nei pressi di Mercurio, del quale sta studiando anche il campo magnetico. Un viaggio davvero complesso, riuscito anche grazie ad una serie di passaggi ravvicinati con altri pianeti che hanno fornito alla sonda una ulterore spinta. La sonda sta raccogliendo numerose immagini e dati scientifici rilevanti del pianeta.

Ed ecco cosa è stato scoperto nell'ambito delle due differenti indagini. Il primo studio, guidato da David Smith del Massachusset Institute of Technology, ha analizzato i risultati delle prime misure del campo gravitazionale di Mercurio ed è riuscito ad ottenerne un primo modello, insieme ad un sorta di mappa della struttura interna del pianeta. Gabriele Cremonese, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, che ha partecipato alla ricerca ha spiegato: “È stato ottenuto un primo modello del campo gravitazionale e della struttura interna di Mercurio, rivelando la possibile presenza di uno strato solido di solfuro ferroso sopra il nucleo, che avrebbe un importante impatto sulla storia termica del pianeta e sull’evoluzione tettonica, quindi riferita alle grandi strutture che osserviamo sulla superficie”.

Non solo. A livello topografico è stata pubblicata “la prima analisi del pianeta utilizzando i dati del laser altimetro, però solo dell’emisfero nord, in quanto quello sud è più difficile da osservare dal Messenger per la sua particolare orbita, osservando quanto la variazione di altezza delle varie strutture sia inferiore a quello che vediamo su Marte e sulla Luna”.

Tali misure, secondo gli esperti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, riportano anche una variazione dello spessore della crosta di Mercurio, maggiore vicino all’equatore (50-80 km) e minore al polo nord (20-40 km), “valori che sono importanti nell’analisi di alcuni grandi bacini”.

L'altra ricerca fa capo a Maria Zuber, del Massachusset Institute of Technology, che ha effettuato uno studio topografico dell’emisfero settentrionale del pianeta. Ebbene, secondo l'esperta, nei crateri polari, zone totalmente e perennemente adombrate, potrebbero essere di bacini di ghiaccio, ricoperti da uno strato di materiali spesso circa 10 centimetri.

Gli studi saranno pubblicati su Science Express.

Francesca Mancuso

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