Scoperto il pianeta vagante che somiglia ad una stella

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Vaga senza meta, non è una stella né un pianeta. È l'insolito corpo celeste appena scoperto dagli scienziati del Max Planck Institute for Astronomy (MPIA) e dai colleghi dell'Università delle Hawaii. Questo oggetto solitario è stato battezzato PSO J318.5 -22.

Il pianeta ha 6 volte la massa di Giove e non orbita attorno ad alcuna stella. Ciò lo ha reso un bersaglio ideale per uno studio dettagliato. L'assenza di una stella ospite infatti permette di osservarlo molto più facilmente.

Ma la cosa strana è che esso si stia formando nello stesso modo in cui fanno le stelle, dal disco di polveri circostanti. Può un oggetto di questo tipo formarsi proprio come una stella? È questa la domanda a cui stanno tentando di rispondere gli astronomi.

Le stelle si formano dal collasso di gigantesche nubi di gas, i pianeti invece nascono dai dischi di gas e polvere presenti intorno alle loro stelle nascenti. In mezzo c'è la classe un po' più ambigua delle nane brune, un mix tra pianeta e stella. Più massiccia di un pianeta ma con massa sufficiente per la fusione nucleare propria del nucleo delle stelle, la nana bruna è una sorta di creatura cosmica ibrida. Ma la nuova scoperta ha offuscato ancora di più il confine tra questi tipi di oggetti, caratterizzati dalla masse delle stelle e dal tipo di movimento tipico dei pianeti.

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Utilizzando il telescopio Pan- STARRS 1 (PS1) delle Hawaii, il team internazionale di astronomi ha così scoperto il giovane oggetto esotico, che fluttua da solo nello spazio. Esso si trova a soli 80 anni luce di distanza dalla Terra, nella costellazione del Capricorno. Le sue proprietà sono simili a quelle dei pianeti gassosi giganti trovati in orbita attorno alle stelle giovani. Con un'età di 12 milioni di anni, è un “adolescente”.

Tali oggetti non rientrano nelle categorie esistenti. Hubert Klahr (MPIA), esperto di simulazioni di stelle e di formazione dei pianeti, ha commentato: “Questa è un'altra indicazione che le nostre tradizionali categorie di pianeti e stelle, che si basano sui valori di massa, non ci dicono niente sulla struttura interna e sulla storia di formazione di questi oggetti”.

Francesca Mancuso

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