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Lo scorso anno ha fatto parlare di sé a lungo. È l'asteroide 596 Scheila, che il 12 dicembre 2010 ha mostrato una coda simile a quella di una cometa e una luminosità raddoppiata rispetto al previsto. Tuttavia, i dati recentemente forniti dal satellite Swift della Nasa e dal telescopio spaziale Hubble hanno mostrato che tali cambiamenti potrebbero essere stati la conseguenza di una o più collisioni dell'asteroide con altri suoi simili.

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Milioni di galassie, stelle ed asteroidi sono stati immortalati agli inizi di quest’anno dal telescopio ad infrarossi Wise della Nasa. Ognuna di queste immagini svela una moltitudine di corpi celesti orbitanti in prossimità della Terra. Durante la sua missione, Wise ha scandagliato il cielo più volte ed ognuna con quattro diverse lunghezze d’onda luminose.

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Il 29 gennaio 2011 è stato battuto un nuovo record: in una sola notte, un telescopio ha catturato l’immagine di ben 19 asteroidi. Il telescopio in questione si trova sulla sommità del vulcano Haleakala sull’isola di Maui, alle Hawaii. L’inconsueto bottino, a detta degli astronomi, ha dell’incredibile se si pensa che tale primato è dovuto ad un singolo strumento. Mai in precedenza si era verificato un fatto simile.

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La vita sulla Terra è stata originata da una pioggia di meteoriti. Porta la firma italiana la prova sperimentale di uno studio condotto ormai da molti anni, tra pareri differenti, ipotesi e teorie. A coordinare lo studio, la ricercatrice italiana Sandra Pizzarello, un’autorità internazionale in materia di meteoriti. Una di quelle menti che hanno trovato terreno fertile negli Usa poiché, in Italia, dopo aver cresciuto quattro figli ed aver interrotto i suoi studi, “sono convinta che non sarei mai riuscita a tornare a lavoro”, afferma la stessa scienziata. Le sue ricerche sulle meteoriti sono ancora oggi finanziate dalla Nasa.

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