Fine del mondo: messaggio nascosto nei meteoriti?

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I geologi dell'Università di Cambridge hanno scoperto alcuni messaggi nascosti custoditi dai meteoriti del sistema solare. Il team, guidato da Richard Harrison, ha catturato interessanti informazioni memorizzate all'interno di piccole regioni magnetiche nei campioni di meteoriti utilizzando il microscopio ad emissione di foto-elettroni (PEEM), di un istituto di ricerca nel quartiere di Adlershof, a Berlino.

Questa informazione fornisce un'anteprima del destino del campo magnetico terrestre. Harrison ha identificato regioni specifiche piene di nanoparticelle, magneticamente stabili. Questi "piccoli magneti dello spazio", in pratica, rappresentano la registrazione fedele dei campi magnetici generati dal meteorite “madre”. Quando, infatti, i meteoriti cadono sulla Terra, portano con loro messaggi nascosti, da molto lontano nel tempo e nello spazio.

Proprio come un disco rigido del computer codifica le informazioni magneticamente, le minuscole particelle magnetiche di un meteorite conservano “ricordi” o, volendo azzardare, il DNA dell'asteroide dal quale si è generato. E, ora, gli scienziati hanno capito come “leggere”, decodificandoli, quei segreti provenienti dallo spazio.

Nel corso del loro studio, pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori hanno analizzato alcune variazioni nelle proprietà magnetiche, all'interno del corpo celeste. In tal modo, hanno identificato non solo regioni contenenti considerevoli domini magnetici, ma hanno anche identificato una regione insolita chiamata “zona torbida”, contenente migliaia di minuscole particelle di tetrataenite, un materiale magnetico molto denso. "Queste particelle minuscole, di soli 50 o 100 nanometri di diametro, conservano il loro segnale magnetico e non cambiano. Quindi, solo queste piccole regioni magnetiche contengono le informazioni che vogliamo", ha aggiunto James Bryson, un dottorando che ha partecipato alla ricerca.

Le osservazioni dimostrano che il campo magnetico è stato creato da una struttura, piuttosto che da una convezione termica. "Questo cambia la nostra prospettiva sul modo in cui i campi magnetici si siano generati all'interno del sistema solare", ha concluso Harrison. "Noi trattiamo una sorta di archeologia cosmica. Come se avessimo trovato un rotolo antico con un testo scritto in lettere minuscole. E questo metodo consente al meteorite di raccontarci la sua storia".

campo magnetico

Quello che hanno scoperto gli “archologi cosmici", dunque, è che gli asteroidi si comportavano in modo molto simile a versioni in miniatura della Terra. Questi, in pratica, possedevano nuclei interni liquidi che turbinavano fino a generare un campo magnetico. Proprio come tra qualche miliardo di anni accadrà al nostro pianeta, gli asteroidi si sarebbero successivamente raffreddati fino a che i loro nuclei non diventavano solidi. Un processo che ha letteralmente annientato i loro campi magnetici. Tuttavia, il nuovo studio suggerisce che gli asteroidi siano riusciti a conservarli molto più a lungo di quanto precedentemente si sosteneva e hanno dimostrato di avere una sostanziale somiglianza con la Terra.

In tal caso, ci dovremmo preoccupare riguardo l'indurimento del nucleo terrestre? Fortunatamente, no. Questo fenomeno, probabilmente, non accadrà che tra qualche centinaia di milioni di anni. E ci sono ancora diverse altre cose di cui preoccuparsi fino ad allora.

Federica Vitale

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