Sonda Rosetta: una strana luce sul 'collo' della cometa

Cometa luminosa sonda Rosetta

Manca ormai poco all'arrivo della sonda Rosetta a destinazione. La cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko è sempre più vicina e nitida. Le ultime immagini avevano rivelato che la sfera di ghiaccio e polveri è in realtà formata da due parti, come se due comete si fossero fuse in una. Ma adesso la superficie di 67P/Churyumov-Gerasimenko è ancora più visibile e Rosetta ne ha mostrato la testa e il corpo, trovando un'altra sorpresa.

Ad immortalarla da una distanza sempre più ravvicinata è stato il sistema di imaging Oriris, a bordo della navicella dell'Agenzia spaziale europea. Una delle caratteristiche più sorprendenti individuate da Osiris è nel “collo” della cometa. Questa parte di 67P sembra essere molto più luminosa rispetto al resto.

La regione di collegamento tra il corpo e la testa della strana cometa si sta dunque dimostrando particolarmente intrigante. “L'unica cosa che sappiamo per certo a questo punto è che questa regione del collo appare più luminosa rispetto alla testa e al corpo del nucleoha detto lo scienziato responsabile di Osiris Holger Sierks del Max Planck. Questo aspetto potrebbe essere causato da differenze di materiale o di grana o potrebbe essere un effetto topografico.

Anche se le immagini scattate da una distanza di 5.500 chilometri non sono ancora ad alta risoluzione, gli scienziati hanno notato delle somiglianze con la cometa 103P/Hartley, osservata nel 2010. Le estremità di Hartley mostravano una superficie piuttosto ruvida mentre la parte centrale era più liscia e luminosa. Gli scienziati ritengono che ciò potrebbe essere dovuto a una ridotta forza gravitazionale: il materiale emesso non può lasciare il campo gravitazionale della cometa ed è probabile che si sia ridepositato.

Se questo vale anche per la cometa di Rosetta è ancora da chiarire. Un'altra spiegazione per l'alta riflettività potrebbe essere data da una diversa composizione superficiale. Nelle prossime settimane, il team di Osiris spera di analizzare i dati spettrali di questa regione ottenuti con l'aiuto dei filtri del sistema di imaging. Questi selezionano diverse lunghezze d'onda dalla luce riflessa, permettendo agli scienziati di identificare le “impronte digitali” di alcuni materiali e le caratteristiche compositive.

Allo stesso tempo, la squadra di scienziati sta lavorando a un modello tridimensionale della cometa attraverso i dati ottenuti da Rosetta. La sonda sarà la prima nella storia ad avvicinarsi a una cometa, a scortarla nell'orbita intorno al sole e far atterrare un lander sulla sua superficie.

Francesca Mancuso

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