Asteroidi in avvicinamento: la Terra non è in pericolo

asteroide collisione

Impatti con possibili asteroidi. Se ne è parlato tanto, sopratutto negli ultimi tempi quando, la fine del mondo sembrava sarebbe stata causata da una collisione con una di queste rocce spaziali. Complici, film come Armageddon e le cosiddette "americanate" catastrofiste. È dal 1998 che è attivo un programma della Nasa, Spaceguard, che ha come obiettivo quello di individuare comete e asteroidi di dimensioni tali da costituire una minaccia per il nostro pianeta. Basti pensare che sarebbero circa mille i denominati Near Earth Objects, il cui diametro supererebbe il chilometro di diametro.

"Possiamo affermare con una concreta sicurezza che nessun asteroide o cometa di portata tale potrà compromettere la vita come noi la conosciamo e colpire la Terra nei prossimi 100 anni", spiega Donald Yeomans su Huffington Post. Quindi, a detta degli esperti, possiamo dormire sereni. Presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, Yeomans è un ricercatore affermato e direttore del Near Earth Object Program Office. Una carriera, la sua, trascorsa a studiare non solo la conformazione fisica di tali oggetti, ma anche la loro stretta vicinanza alla Terra.

Ma Yeomans non è solo. Con sé, uno stuolo internazionale di astronomi professionisti intenti nel monitoraggio degli asteroidi e delle comete che, secondo i calcoli, potrebbero rientrare ad una distanza di 0,33 UA, ossia 150 milioni di chilometri da noi. Bene, si sappia che, dagli inizi del 2012 a oggi, sono 8.800 gli oggetti vicini alla Terra. La notizia è di alcuni giorni fa ed è stata diramata in occasione di una conferenza presso il Museo Americano di Storia Narurale di New York.

Pensiamo ora in grande. Nel sistema solare, si considera ci siano letteralmente milioni di asteroidi delle dimensioni più varie. Di roccia o di materiali metallici, questi oggetti non si sarebbero aggregati ai pianeti durante la loro formazione. E Yeomans ci spiega che l'unica differenza che distingue un asteroide da una cometa è che quest'ultima perde polvere e ghiaccio quando, passando vicino al Sole, si forma la caratteristica coda ben visibile.

E nel corso degli anni, gli scienziati hanno fatto progressi esponenziali per identificare e seguire i Near Earth Objects. Tanto è l'impegno della ricerca che gli esperti di ogni parte del mondo, oltre ad avere identificato gli asteroidi più minacciosi, sarebbero riusciti a delineare una proiezione delle loro peregrinazioni spaziali per un periodo di almeno 100 anni. E, non da ultimo, Yeomans ci informa che la ricerca è sempre in evoluzione. La prossima sfida, infatti, sarà quella di individuare gli asteroidi la cui dimensione supera i 35 metri di diametro. Sarebbe proprio questa la misura minima dalla quale gli scienziati cominciano a considerare un oggetto spaziale realmente minaccioso per il pianeta.

Federica Vitale

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