Bepi Colombo: alla scoperta dell' 'atmosfera' di Mercurio. Tutto quello che c'è da sapere

bepi colombo missione asi mercurio

Alla scoperta di Mercurio: è in volo la sonda spaziale Bepi Colombo, con l’obbiettivo di studiare l’ 'attmosfera' del pianeta più vicino al Sole. La missione è frutto della collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa), ma con leadership europea. L’arrivo è previsto a dicembre 2025.

20 ottobre 3:45 ora italiana: dalla base di Kourou (Guiana francese) prende il volo (in tutti i sensi) Bepi Colombo, quinta missione Cornerstone del programma Horizon 2000+. La missione è composta da due sonde complementari che volano unite tra loro con l’obiettivo di svelare i più profondi segreti di un pianeta tra i meno esplorati del Sistema Solare (prima di questa si ricorda la sonda Messenger della Nasa).

Mercurio è il pianeta più vicino al Sole ed insieme a Venere, Terra e Marte costituisce la famiglia dei Pianeti terrestri. Non ha una vera e propria atmosfera, in realtà, ma un sottile strato di atomi e plasma forma un’esosfera. Ma perché studiare proprio lui?

Al di là della mera (ma importantissima) curiosità scientifica, lo studio di Mercurio è importante per definire e validare i modelli di formazione ed evoluzione dell’intero Sistema Solare, nonché per comprendere le condizioni limite favorevoli alla nascita della vita sul nostro e su altri pianeti. È infatti il più vicino al Sole e, quindi, in un certo senso, un pianeta di “estremi”.

Sicuramente è qui che il Sole scatena di più la sua potenza, ma, contrariamente a quanto si possa credere, non è Mercurio il pianeta più caldo del Sistema Solare, ma quello con la maggiore escursione termica, a causa della quasi totale assenza di atmosfera. La faccia esposta al Sole può infatti manifestare fino a 527 gradi centigradi, ma quella buia ne registra anche -83.

Come spiega l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Bepi Colombo vuole saperne di più, e quindi studiare l’origine, l’evoluzione e il moto di un pianeta che orbita vicino alla propria stella, analizzarne caratteristiche come forma, struttura, composizione superficiale e struttura interna, investigare le proprietà dell’esosfera e le sue dinamiche di interazione, individuare l’origine del campo magnetico e le caratteristiche della magnetosfera e validare le previsioni della teoria della relatività generale di Einstein.

“È l’inizio di una nuova grande avventura per l’Inaf, che vede diversi principal investigators coinvolti - commenta con soddisfazione il Presidente Nichi D’Amico - Il coinvolgimento di numerosi ricercatori del nostro istituto dimostra che l’Italia è al centro dell’astrofisica mondiale, anche nelle missioni spaziali. Scienziati e ingegneri dell’Inaf saranno in prima linea anche nei prossimi anni, quando arriveranno i primi dati riguardanti questo pianeta ancora così misterioso”.

Ci vorranno comunque più di 7 anni prima che la sonda tocchi il suolo di Mercurio, evento previsto a dicembre 2025, necessari a percorrere i 77 milioni di chilometri che ci separano da questo affascinante corpo celeste.

bepi colombo mercurio1

Il satellite è costruito da Airbus Defence and Space in qualità di prime contractor e Thales Alenia Space (Thales 67% e Leonardo 33%) in qualità di sottocontraente principale, è responsabile dell’assemblaggio, integrazione e test (AIT) e ha coordinato un team di 35 aziende europee.

Una curiosità: la missione prende il nome da Giuseppe (Bepi) Colombo il cui nome è legato principalmente agli studi sull’orbita di Mercurio,

Buon viaggio!

Leggi anche:

Roberta De Carolis

Foto: Inaf

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico