Creato Lunedì, 06 Settembre 2010 11:03 Scritto da Francesca Mancuso

Vita su Marte. Può darsi. A rinfarcire di nuove ipotesi il dibattito sulla presenza o meno di forme di vita sul pianeta rosso è stato un nuovo studio condotto da Christopher McKay, uno scienziato dell'Ames Research Center in California, e diffuso dalla Nasa.
Le due sonde Viking che sbarcarono su Marte nel 1976 inviarono dati che negavano la presenza di materiale organico, spazzando via il sogno di numeroso astronomi e ricercatori. Ma stando all'ipotesi di McKay tali dati non erano del tutto corretti.
Ecco cosa sostiene a conferma della sua idea. Quando le due sonde raccolsero i campioni di suolo marziano, lo riscaldarono per capire se tra i gas rilasciati vi fossero anche composti organici. Ne trovarono due, il clorometano e il diclorometano. Ma secondo gli studiosi dell'epoca tali sostanze provenivano dal fluido usato per pulire le sonde.
Per dimostrare il contrario, Mcay ha prelvato nel deserto cileno di Atacama, un campione di suolo, molto simile a quello di Marte, sottoponendolo prima a freddo e poi a caldo all'esame del perclorato. Ebbene, nel primo caso è stata accertata la presenza di materiale organico ma nel secondo caso è stata cancellata per via del surriscaldamento.
Spiega lo scienziato: "Il materiale organico può giacere sulla superficie di Marte per milioni di anni senza mutare forma, ma non appena viene riscaldato viene distrutto rapidamente". Ne deriva che le tracce di clorometano trovate dai Viking potevano avere un collegamento con il materiale organico.
Intanto, si attende il 2011 quando la Nasa lancerà il Mars Science Laboratory che approderà su Marte nel 2012 per effettuare nuovi esperimenti. E da allora, forse, il suolo del pianeta rosso non avrà più misteri.
Francesca Mancuso