Esplosioni vulcaniche su Mercurio

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Mercurio è in piena attività. Il pianeta più vicino al Sole pare essere turbato da violente tempeste magnetiche. Dopo 35 anni dall'ultima missione sul piccolo pianeta, la Mariner 10, nel 2004 è stata inviata una altra sonda, la Messanger della Nasa, che ha colto tracce recenti di attività vulcanica.

Un passato burrascoso e agitato, quello di Mercurio. Alcune immagini, scattate durante i tre fly-by effettuati per il posizionamento nell'orbita definitiva (che sarà raggiunta nel marzo 2011), mostrano che il pianeta è stato devastato da eruzioni vulcaniche e investito da tempeste magnetiche.

Ovviamente parliamo di vita 'geologica'. Impossibile immaginare forme di vita su Mercurio. Basti pensare che anche inviare delle sonde di esplorazione o ancora osservarlo a distanza è estremamente difficile, visto che spesso la luce abbagliante del sole lo impedisce.

La scoperta della recente attivià vulcanica di Mercurio, pubblicata questa settimana su Science, è stata guidata da Louise Prockter della Nasa, con il contributo di Gabriele Cremonese, dell’Inaf-Osservatorio Astronomico di Padova, insieme ai colleghi dell’Università di Padova, Simone Marchi e Matteo Massironi.

Ed ecco cosa dice Cremonese in proposito: "Abbiamo osservato un bacino di origine vulcanica caratterizzato da una superficie eccezionalmente liscia, dove un tempo scorreva lava. Questa depressione, di 230 chilometri di diametro, presenta un anello circondato da depositi minerali brillanti che potrebbero costituire la più interessante evidenza vulcanica di Mercurio identificata finora".

Conclude Prockter: "Certamente mi ha sorpreso che abbiamo imparato tanto proprio da dati flyby. Da quando siamo in orbita, stiamo imparando molto di più. Abbiamo appena scalfito la superficie, Mercurio è ancora più sorprendente e interessante di quanto si pensasse, e senza dubbio continuerà ad esserlo".

Francesca Mancuso

Fonte foto: http://www.angiolettionline.it/

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