Così nascono e crescono i pianeti

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Un’analisi più ravvicinata delle vorticanti nubi di polveri e gas spaziali ha dato la possibilità agli astronomi di capire come si formano i sistemi solari e i loro pianeti. I ricercatori spiegheranno i risultati del loro studio sulla rivista Astrophysical Journal.

Dopo la loro nascita, spiegano gli scienziati, le stelle trattengono del materiale non ‘utilizzato’ che ruota sotto forma di tanti anelli chiamati ‘dischi protoplanetari’. Con il tempo, il gas e le polveri di tali dischi si riuniscono in gruppi che, sotto la spinta della gravità, danno vita ai pianeti.

Per comprendere il processo di formazione planetario, gli esperti si sono serviti di due telescopi Keck posizionati alle Hawaii, a Mauna Kea, grazie ai quali hanno potuto osservare da vicino un gruppo di nascenti sistemi solari. La risoluzione, estremamente dettagliata dei due telescopi, è stata fondamentale nell’esaminare appunto questi processi che hanno luogo a circa 500 anni luce dalla Terra.

Siamo stati in grado di avvicinarci alla stella ed osservare l’interfaccia tra il disco protoplanetario e la stella stessa”, osserva Joshua Eisner, astronomo e ricercatore dell’Università dell’Arizona a cui si deve il progetto. Il suo team ha analizzato ben 15 neo stelle avvolte da dischi protoplanetari nel nostro sistema solare.

Si stima che ognuna sia fino a 10 volte la massa del Sole. "Questi dischi ruoteranno per pochi milioni di anni ancora - ribadisce ancora Eisner - Durante questo periodo si potrebbero formare pianeti simili a Giove e Saturno, utilizzando la maggior parte del materiale presente nel disco. Il restante materiale, invece, si raggrupperà per formare pianeti rocciosi come la Terra, Venere e Marte".

Ma non è tutto. Le osservazioni effettuate dai Keck renderanno infatti possibile una misurazione della forma e della grandezza delle stelle, e di come queste crescono assimilando i gas dai dischi circostanti. Il processo, "si svolgerebbe in un paio di giorni in due modi diversi", sostengono gli scienziati.

"Può accadere che il gas sia direttamente incorporato dalla stella - aggiungono - o il campo magnetico della stella potrebbe spingere via il materiale, creando un vuoto tra sé e il suo disco. Gli atomi del disco accelerano così il loro movimento lungo il campo magnetico stellare fino a giungere all’interno della stella. Ciò provocherebbe una sorta di vortice dal quale viene immagazzinato il gas ed il materiale nebulare che poi viene convogliato verso le regioni polari della stella ad altissima velocità".

Federica Vitale

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