Le fasce di Van Allen cambiano forma: spunta il terzo anello

cintura nasa

Le fasce di Van Allen sono una sorta di anello di particelle cariche trattenute dal campo magnetico terrestre. Fin dalla loro scoperta oltre 50 anni fa, si ipotizzò che esse fossero formate da due zone distinte di particelle intrappolate e cariche energeticamente. Ma per caso un nuovo satellite ha scoperto una configurazione diversa, che potrebbe far riscrivere i libri di testo.

Dopo il lancio dei primi veicoli spaziali della Nasa, gli scienziati devono attendere per mesi prima che gli strumenti a bordo vengano attivati uno alla volta, portati a piena potenza e testati per essere certi che funzionino a pieno regime. Si tratta di un 'rito di passaggio' per ogni nuovo satellite lanciato nello spazio, e tale programma era in vigore anche per le sonde di Van Allen, quando furono lanciate lo scorso 30 agosto, per studiare le due cinture giganti di radiazione che la Terra ha intorno.

Poco dopo la partenza, un gruppo di scienziati ha fatto per caso cambiare il piano della missione, chiedendo di poter accendere prima lo strumento Rept (Relativistic Telescope Proton Electron). Così, appena tre giorni dopo il lancio, Rept ha iniziato ad operare lavorando insieme ad un'altra missione chiamata Sampex (Solar, Anomalous, and Magnetospheric Particle Explorer). È stata una decisione fortunata. Poco prima dell'accensione di Rept, l'attività solare aveva inviato energia verso la Terra facendo 'gonfiare' le fasce di radiazione. Così Rept è riuscito ad osservare le nuove particelle intrappolate nelle fasce registrando le loro alte energie, e un aumento delle dimensioni delle fasce stesse.

attivita fasce

Poi è successo qualcosa che nessuno aveva mai visto prima: le particelle si sono stabilizzate in una nuova configurazione, con un'ulteriore, terza fascia che si estende nello spazio. A pochi giorni dal lancio, così, le sonde di Van Allen hanno fatto una scoperta eccezionale. Shri Kanekal, lo scienziato della missione delle sonde di Van Allen ha spiegato: "Abbiamo iniziato a pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato nei nostri strumenti. Abbiamo controllato tutto, ma non c'era niente di sbagliato. La terza fascia persisteva splendidamente, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Per quattro settimane.”

Incorporando questa nuova configurazione nei loro modelli delle fasce di radiazione, gli scienziati potranno saperne di più su ciò che provoca le forme mutevoli delle cinghie, che a volte possono gonfiarsi molto in risposta all'energia in arrivo dal sole, all'impatto con satelliti e veicoli spaziali, e che per questo possono minacciare i voli spaziali con equipaggio a bordo.

Lo studio è stato pubblicato su Science.

Francesca Mancuso

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