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2013: la cometa Ison torna dal passato

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Si chiama Ison, agli addetti ai lavori è nota come C/2012 S1 ed è la nuova cometa scoperta da un team di astrofili. Annunciata lo scorso 24 settembre, Ison sarà probabilmente visibile, tra poco più di un anno, il 28 novembre 2013. Giorno più giorno meno.

Il corpo passerà ad una distanza piuttosto ravvicinata dal Sole, a soli 1,1 milioni di chilometri, una nullità per le distanza cosmiche se si considera ad esempio che lo spazio che intercorre tra noi e il Sole è di 150 milioni di chilometri.

La nuova cometa è stata scoperta dai russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok, che l'hanno notata osservando alcune fotografie scattate tre giorni prima con un telescopio da 15,7 pollici (0,4 metri) Dell'International Scientific Optical Network (da cui Ison), nei pressi di Kislovodsk.

Quando fu avvistata per la prima volta, la comet Ison si trovava a circa 625 milioni miglia (1 miliardo di chilometri) dalla Terra e a 584 milioni miglia (939 milioni di km) dal Sole, nel cuore della costellazione del Cancro. Ad aver attirato l'attenzione degli studiosi è stata la brillantezza, la luminosità del 'sassolino' spaziale, dotato di di magnitudine 18,8.

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A quanto corrisponde? Attualmente la 'luce' della cometa è circa 100mila volte più debole di quella della più debole stella che può essere visto dall'uomo ad occhio nudo.

Oggi, ma non fra 14 mesi, quando Ison si troverà al perielio, ossia al punto più vicino al sole, a poco più di un milione di km dalla superficie della nostre stella. Quel giorno potrebbe evolversi in un oggetto ancora più abbagliante, probabilmente talmente luminoso da essere visibile per un breve periodo anche in pieno giorno.

Uno degli aspetti più interessanti di questa nuova cometa riguarda la sua orbita preliminare, che ha una somiglianza impressionante a quella della cometa che regalò uno spettacolo indimenticabile nel 1680, la cosiddetta "Grande Cometa del 1680." Secondo i racconti a noi pervenuti, essa fu intravista alla luce del giorno e in seguito, durante il suo allontanamento dal sole, apparve anche una lunga coda brillante visibile nel cielo occidentale al crepuscolo dopo il tramonto.

Il fatto che le orbite siano così simili sembra suggerire che Ison e la Grande Cometa del 1680 siano in realtà lo stesso oggetto.

A volte ritornano...

Francesca Mancuso

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