Eruzione solare: particelle in viaggio verso la Terra

tempesta solareluglio

Un'altra eruzione solare. E ancora proveniente da una delle regioni solari più estese ed attive della superficie del Sole, la AR1520. Il flare X1.4 ha emesso un'espulsione di massa coronale (CME - Coronal Mass Ejection) nella giornata di giovedì 12 luglio alle 18.40.

Di notevole entità e, soprattutto, di lunga durata, questo ennesimo flare preoccupa non poco gli scienziati. Secondo la traccia previsionale preparata dal laboratorio del Goddard Space Weather Lab, è altamente probabile che il CME possa colpire la Terra. In un primo momento si è sostenuto che gli effetti sarebbero stati ben visibili nelle prime ore di sabato 14.

L'esplosione proveniente da AR1520 ha prodotto un impulso di estrema radiazione ultravioletta che ionizzerà la magnetosfera, l'atmosfera superiore del nostro pianeta. Ciò potrebbe provocare degli inevitabili disturbi alla propagazione dei segnali radio. Ad ogni modo, le stazioni di monitoraggio di istanza in Norvegia e in Irlanda hanno iniziato a rilevare degli improvvisi disturbi provenienti dalla ionosfera.

Da quanto emerge dalle prime stime degli analisti basate sulle osservazioni effettuate da STEREO-B (Solar Terrestrial Relations Observatory), i valori dei protoni solari sono già attorno alla Terra ed il loro livello di radiazione è di categoria S1 debole, il che equivale a dire che non costituirebbero una reale minaccia per i satelliti e gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Si precisa tuttavia che questi valori sono solo provvisori, essendo la tempesta in continua evoluzione. Attese sono l'Aurora Boreale e quella Australe visibili appena al di sotto del 60esimo parallelo.

In attesa di verificare con più precisione i possibili effetti di questa tempesta solare, la Nasa ha diffuso un video del suggestivo flare dei giorni scorsi, nel quale è riconoscibile la progressione del flusso di protoni in direzione del nostro pianeta.

Federica Vitale

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