Scoperte le galassie senza stelle

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Il Very Large Telescope dell'Eso ha individuato per la prima volta alcune galassie oscure, ancora nelle prime fasi della loro formazione. Si tratta piccole galassia molto ricche di gas dell'Universo primordiale, quasi del tutto prive di stelle.

Una scoperta importante anche perché tali galassie sono molto difficili da trovare visto che emettono poca luce. Il team dell'European Southern Observatory, utilizzando il VLT ne ha scoperto l'esistenza osservando la luce che essi emettono quando vengono illuminati da un quasar. La prova del fatto che tali galassie popolano l'universo.

Gli astronomi sono riusciti anche a determinare alcune delle proprietà delle galassie oscure, tra cui la massa del gas in esse contenuto che è circa 1 miliardo di volte quella del Sole. La loro esistenza finora era stata solo ipotizzata attraverso alcuni modelli ma è stato grazie alle potenzialità offerte dal potente telescopio se è stato possibile osservare la debole fluorescenza delle galassie oscure.

"Il nostro approccio al problema della rivelazione di una galassia oscura è stato semplicemente quello di illuminarle con una lampada molto brillante" ha spiegato Simon Lilly, coautore dell'articolo. "Abbiamo cercato la luce fluorescente di un gas illuminato dalla luce ultravioletta di un quasar vicino e molto brillante. La luce del quasar fa splendere la galassia oscura attraverso un processo simile a quello per cui i vestiti bianchi si illuminano grazie alle lampade ultraviolette nelle sale da ballo".

Lo strumento utilizzato è stato FORS2 che ha cercato la luce ultravioletta che viene emessa dall'idrogeno gassoso soggetto a un'intensa radiazione per il rilievo di una zona di cielo intorno al quasar brillante chiamato HE 0109-3518- Tale luce, a causa dell'espansione dell'universo, è stata osservata in una banda violetta.

"Dopo molti anni di tentativi di rivelare l'emissione di fluorescenza dalle galassie oscure, i nostri risultati mostrano le potenzialità del nostro metodo per scoprire e studiare questi oggetti affascinanti e finora invisibili", ha commentato Sebastiano Cantalupo, primo autore della ricerca per l'University of California, Santa Cruz.

L'importanza della scoperta riguarda il fatto che tali galassie potrebbero essere le antenate di quelle attuali, gli ingredienti. Esse infatti, secondo gli esperti, potrebbero aver fornito la maggior parte del gas alle grandi galassie che in seguito hanno formato le stelle che vediamo oggi.

Francesca Mancuso

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