Bosone di Higgs: ecco come cambierà le nostre vite

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La scoperta del Bosone di Higgs potrebbe cambiare la nostra vita. La nuova particella individuata al Cern di Ginevra attraverso due esperimenti indipendenti, Atlas e Cms, oltre a rappresentare un passo avanti notevole per la conoscenza dell'universo ha numerosi altri risvolti.

In attesa di ulteriori conferme, che dipendono dall'analisi dei dati del 2012, la scoperta della nuova particella dal peso di circa 125 gigaelectronvolts coinciderà con le previsioni sul bosone di Higgs precedentemente fatte dai fisici teorici. E quella che fino a qualche tempo fa era considerata una chimera, oggi invece sarebbe diventata realtà presso il Cern. Ma in che modo la scoperta della particella di Dio, qualora fosse confermata, cambierebbe le nostre vite?

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Lo ha spiegato il Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Fernando Ferroni, secondo cui la scoperta è in primo luogo entusiasmante. In primo luogo perché è il culmine di una ricerca che va avanti da 40 anni, da quando il fisico Peter Higgs ne teorizzò l'esistenza. E ci sono voluti quattro decenni per dimostrare la validità del Modello Standard della fisica delle particelle.

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Secondo Ferroni, però, grazie a tale scoperta “non solo è stato compiuto un passo gigantesco nella comprensione dei grandi principi geometrici che regolano la dinamica dell’Universo, ma si apre una nuova ed entusiasmante avventura, quella che ci porterà a esplorare particelle e fenomeni con energie di miliardi di volte quelle raggiungibili con LHC. Fino a quella scala di Planck che oggi consideriamo il probabile limite della conoscenza umana”.

La scoperta del Bosone è anche utile per lo sviluppo di nuove tecnologie. Quelle utilizzate negli esperimenti dell'LHC infatti potranno essere la base di partenza per realizzare apparecchiature innovative tra cui la Tomografia a Emissione di Positroni (PET) e i magneti ad alto campo della Risonanza Magnetica (RM) “contribuendo quindi a costruire una società migliore” dice Ferroni.

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Ma la scoperta, di conseguenza, ha dato una spinta forte allo sviluppo. Spiega il Presidente dell'Infn che la tecnologia uilizzata nell’acceleratore ha reso necessario un grande “sforzo competitivo da parte della nostra industria che è riuscita ad aggiudicarsi molte delle commesse del Cern per l'LHC”. Per questo “spronata a operare in un ambiente di tecnologie di punta, ha aumentato in modo molto significativo la competitività industriale del nostro Paese”.

Francesca Mancuso

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