Cern: la Particella di Dio esiste

bosone cern

Particella di Dio. Ci siamo. Dal Cern di Ginevra, dove oggi sono riuniti fisici e scienziati di fama mondiale è stato dato l'annuncio. Gli esperimenti Atlas e Cms hanno presentato i loro ultimi risultati preliminari della ricerca sul bosone di Higgs. Nel corso di entrambi gli esperimenti è stata osservata una nuova particella nella regione di massa tra 125-126 GeV.

I risultati presentati oggi nel corso del seminario svizzero sono però da considerare preliminari. Essi si basano sui dati raccolti tra il 2011 e il 2012, ma sarà necessario attendere ancora l'esito delle analisi di quelli dell'anno in corso.

Si osservano nei nostri dati chiari segni di una nuova particella, al livello 5 sigma, nella regione di massa intorno 126 GeV” ha detto il portavoce dell'esperimento Atlas Fabiola Gianotti. “Le eccezionali prestazioni dell'LHC e di Atlas e gli enormi sforzi di molte persone ci hanno portato a questa fase emozionante". Ma è presto per cantare vittoria. Sebbene i presupposti ci siano tutti, secondo l'esperta ci vorrà ancora un po' di tempo “per preparare questi risultati per la pubblicazione”.

Il prossimo passo sarà quello di determinare l'esatta natura della particella e il suo significato per la nostra comprensione dell'universo. Le sue proprietà sono davvero quelle del Bosone di Higgs, la chimera a lungo cercata? L'uomo ha davvero messo le mani sull'ultimo ingrediente mancante nel Modello Standard della fisica delle particelle?

Il Modello Standard descrive le particelle fondamentali da cui siamo fatti, ogni cosa visibile nell'universo e il modo in cui le forze agiscono tra di loro. Tutta la materia che possiamo vedere, tuttavia, sembra essere non più del 4% del totale. Il resto cos'è?

Una versione più “esotica” del bosone di Higgs potrebbe essere una sorta di ponte che potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere il 96% dell'universo, ancora ignoto.

È difficile non emozionarsi di fronte a questi risultati” ha detto il Direttore della ricerca del Cern Sergio Bertolucci. "Lo scorso anno abbiamo detto che nel 2012 avremmo trovato un bosone di Higgs o ne avremmo esclusa l'esistenza dal Modello Standard. Con tutta la cautela necessaria, mi sembra che siamo ad un punto di diramazione: l'osservazione di questa nuova particella indica il percorso per il futuro, verso una comprensione più dettagliata di ciò che stiamo vedendo nei dati”.

La pubblicazione che comprenderà tutte le analisi riportate oggi è prevista per la fine di luglio. Un quadro più completo delle osservazioni di oggi uscirà entro la fine dell'anno dopo che l'LHC fornirà altri dati attraverso nuovi esperimenti

Esperimenti come ATLAS e CMS sono il frutto di grandi collaborazioni internazionali – ha commentato Fernando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – La componente italiana in questi esperimenti, nel personale dell'acceleratore e nella direzione del CERN è importante e molto qualificata (Fabiola Gianotti portavoce di ATLAS, Guido Tonelli portavoce emerito di CMS, Sergio Bertolucci direttore di ricerca del laboratorio). Il contributo dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare è stato decisivo nella costruzione e nella messa in opera di parti cruciali dei rivelatori. Questa scoperta è anche il frutto dell’eccellenza della ricerca italiana in questo campo e dell’entusiastico contributo di tanti giovani ricercatori a tutte le diverse fasi di questa impresa”. Nel corso dei primi tre mesi di lavoro del 2012, l'LHC è riuscito a realizzare circa 560mila miliardi di collisioni protone-protone. Ora l’acceleratore è pronto a realizzare un milione e mezzo di miliardi di collisioni protone-protone entro la fine di quest'anno. A quel punto, verrà spento e si lavorerà un anno e mezzo circa per poi ripartire con una macchina in grado di accelerare i protoni a una energia quasi due volte quella attuale.

Francesca Mancuso

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