Transito di Venere: sul sole di mezzanotte, il prossimo nel 2117

sole mezzanotte venere

Circolano ormai da alcuni giorni in rete le splendide immagini, corredate in alcuni casi da video, del transito di Venere sul Sole, avvenuto lo scorso 5 giugno.

Forse non tutti sono stati fortunati nell'assistere dal vivo a questo eccezionale avvenimento che, la prossima volta, avverrà nel 2117. Ma degli spettatori sicuramente molto speciali sono stati i fortunati ricercatori dell'Inaf, l'Istituto Nazionale di Astrofisica, impegnati in una spedizione scientifica a Svalbard, nell'Artico, dove era presente anche l'Agenzia Spaziale Europea.

Guidati da Giuseppe Piccioni, ricercatore presso l'Istituto di Astrofisica e Planetologia, il gruppo di scienziati italiani ha potuto così assistere all'evento del Sole di mezzanotte corredato dal passaggio suggestivo del pianeta Venere. Come spiega il ricercatore, “la nostra spedizione aveva il duplice scopo di osservare il transito con telescopi basati a Terra e contemporaneamente direttamente da Venere, attraverso la sonda europea Venus Express per confrontare i dati raccolti”.

L'Inaf è impegnata, infatti, in un progetto che coinvolge lo strumento VIRTIS, uno spettrometro che ora si trova a bordo della sonda Venus Express. E, appunto, il transito del pianeta sulla superficie solare ha costituito per l'intera missione una sorta di banco di prova per la tecnica finora solo studiata a livello teorico che si prefigge di analizzare i transiti e utilizzata per scoprire i pianeti esterni al Sistema Solare. “Abbiamo ottimi dati che contiamo di analizzare al più presto e che confronteremo anche con altre osservazioni fatte da altri angoli della Terra”, afferma Giuseppe Piccioni.

Il progetto si propone di analizzare la nostra stella con tecniche spettroscopiche che scompongono la luce. Grazie alla scomposizione, si possono evidenziare le eventuali tracce dei gas dell'atmosfera di Venere. Proprio nel caso di questo pianeta, sebbene se ne conosca già la composizione dell'atmosfera, in particolare ci si è concentrati nell'individuare il cosiddetto “effetto goccia nera”, ossia “un effetto abbastanza scenografico dovuto alle turbolenze dell’atmosfera terrestre”, spiega Piccioni.

Un evento, quello del transito di Venere, che lascerà parlare di sé ancora per molto.

Federica Vitale

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