La macchina del tempo che studierà l'universo

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Viaggiare nel tempo alla ricerca dell'origine dell'universo. Esplorare passato e futuro sembrava un compito da delegare alla fantasia degli artisti, più che al rigore scientifico dei ricercatori. Ma uno strumento recentemente messo a punto da Ian McLean, ricercatore dell’Università della California, avvicina sia pure di un piccolo passo le concrete possibilità messe a disposizione dalla scienza agli infiniti universi che possiamo esplorare con la fantasia.

Grazie a tale macchina infatti, sarà possibile studiare la prima fase di vita del nostro universo, la cui analisi risulta quasi inaccessibile utilizzando gli approcci tradizionali. La macchina, denominata MOSFIRE (Multi-Object Spectrometer for Infra-Red Exploration), del peso di circa cinque tonnellate, consentirà di penetrare la polvere cosmica a un livello sinora mai raggiunto, potendo generare, anche a enormi distanze, un’immagine basata sulle informazioni di luminosità rilevate nell’area delle radiazioni infrarosse, invisibili all’occhio umano. Si potranno quindi osservare galassie significativamente più distanti rispetto a quelle sin qui analizzate. Ma la distanza, su questa scala, influisce anche sul concetto di tempo.

Concentrarsi su una galassia distante 50mila anni luce infatti, ad esempio, corrisponde a vedere come quella galassia si presentava 50mila anni fa. Osservare galassie più lontane corrisponde quindi a gettare uno sguardo su un passato più remoto.

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Alcune delle galassie che potranno ora essere esaminate si sono formate dieci miliardi di anni fa, la data stimata dagli scienziati per il Big Bang è di circa 13,7 miliardi di anni fa. Le future osservazioni ci consentiranno quindi di approfondire la nostra conoscenza sulla prima fase di vita del nostro universo. Studiare la distribuzione dei corpi celesti in queste galassie ci offrirà inoltre diversi spunti per formulare ipotesi su eventuali mutamentis avvenuti in un arco di tempo così lungo e sulle loro cause.

La prima immagine è stata catturata da MOSFIRE in data 4 aprile. A seguito di necessari e approfonditi controlli, il cui termine è previsto per la fine di giugno, lo strumento dovrebbe essere messo regolarmente in funzione. Non ci consentirà di viaggiare a tutta velocità verso il futuro ma, forse, di comprendere con una nuova chiarezza il più remoto passato del nostro universo.

Damiano Verda

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