Luna: in futuro i suoi vulcani potrebbero diventare attivi

luna hirise

Diversamente dalla Terra, la Luna sembra non ospitare vulcani attivi. Eppure sul nostro satellite naturale episodi di vulcanismo si sarebbero verificati miliardi di anni fa. E ci riporta alla mente la notizia di soli pochi giorni fa di attività vulcaniche sul pianeta Marte. Cosa accomunerebbe, dunque, tali episodi? Apparentemente nulla, sebbene gli astronomi hanno analizzato al dettaglio la superficie lunare per cercare di rendere più chiara la geologia lunare.

I dati ottenuti dai recenti studi suggeriscono che nel sottosuolo lunare sia presente un'abbondanza di magma liquido poiché parte delle rocce sono fuse. Gli scienziati suggeriscono che l'apparente tranquillità della superficie del satellite sia dovuta alla roccia fusa interna, tanto pesante e densa per riuscire a risalire in superficie.

L'ipotesi è stata avanzata dal team guidato da Mirjam van Kan Parker e da Wim van Westrenen dell'Università di Amsterdam, in cooperazione con i colleghi dell'Università di Parigi, Lione, Edimburgo e dell'ESRF (European Synchrotron Radiation Facility) di Grenoble. Per condurre i loro esperimenti, i ricercatori si sono avvalsi di microscopiche copie di roccia prelevata dal suolo lunare durante le missioni Apollo. E, solo successivamente, ne hanno misurato la densità attraverso i raggi X. Dunque, cinquant'anni dopo le missioni sulla Luna, il nostro satellite non smette di incuriosire il mondo astronomico. È interessante sapere che, proprio in occasione delle spedizioni Apollo, gli astronauti portarono sulla Terra circa 380 kg di rocce lunari ed installarono numerosi strumenti scientifici sul suolo.

Solo lo scorso anno, alla Nasa si è pubblicato un nuovo modello degli strati interni della Luna e Renee Weber, a capo del progetto, sostiene che le parti più profonde del mantello lunare sono in realtà fuse. Sebbene parzialmente, ovvero fino al 30 per cento. Difatti, quel che accade sulla Terra è il verificarsi di eruzioni vulcaniche provocate da tali corpi fusi che si muovono verso la superficie. "Dopo la discesa, il magma formato da queste rocce in prossimità della superficie, era molto ricco in titanio e si è accumulato nella parte inferiore del mantello. Un po’ come un saliscendi vulcanico. Oggi, la Luna si sta ancora raffreddando, così mentre si scioglie al suo interno, in un lontano futuro, il dispositivo di raffreddamento e di solidificazione fusione cambierà nella composizione, probabilmente rendendola meno densa di quella odierna. Questo magma più leggero potrebbe fare la sua strada di nuovo verso la superficie formando un vulcano attivo sulla Luna. Cosa che sarebbe uno spettacolo, ma per il momento, questa è solo un'ipotesi per stimolare altri esperimenti", chiarisce Wim van Westrenen.

Quindi, la domanda è: se il sottosuolo lunare ospita materiale fuso, perché non hanno luogo vere e proprie eruzioni? La risposta sarebbe nel calore di tale materiale che costituirebbe la reale forza motrice per il movimento del magma verso la superficie. Infatti, le pressioni e le temperature vicino al nucleo lunare sono di oltre 45 mila bar e misurano 1.500 °C. È misurando il campione sia solido che fuso attraverso i raggi X che è stato possibile ottenere la densità ad alta pressione e ad alta temperatura. "Abbiamo dovuto utilizzare il più brillante fascio di raggi X per questo esperimento, perché il campione magma è così piccolo e confinato in un massiccio contenitore altamente assorbente. Senza un fascio luminoso di raggi X, non si può misurare queste variazioni di densità", spiega Mohamed Mezouar dall’ESRF. E tali misurazioni sono state effettuate e combinate con simulazioni al computer al fine di calcolare la densità del magma presente in ogni area della Luna.

Questo magma non può risalire in superficie. Almeno, non immediatamente. Come spiega ancora van Westrenen, "In un lontano futuro, raffreddandosi e solidificando, il magma modificherà la propria composizione, diventando probabilmente meno denso delle rocce circostanti. E questo magma più leggero potrebbe riuscire a farsi strada verso la superficie, dando origine a un vulcano attivo sulla Luna". E conclude: "Sarebbe uno spettacolo straordinario! Ma per il momento è solo un’ipotesi, utile a sollecitare ulteriori esperimenti".

I risultati dello studio sono reperibili sulla rivista Nature Geoscience dello scorso 19 febbraio.

Federica Vitale

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