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Creato Giovedì, 05 Gennaio 2012 11:40 Scritto da Federica Vitale

Il suo effetto era già stato previsto dalla teoria della relatività di Einstein. Stiamo parlando del Gravitational Lensing o fenomeno fisico della lente gravitazionale e si forma quando la luce di un oggetto, remoto nello spazio, attraversa un campo gravitazionale interposto alla vista dell'osservatore sulla Terra.
Grazie a questo effetto, gli astronomi dell'Università di Heidelberg sono stati in grado di produrre una rara immagine quadrupla dello stesso oggetto. Le immagini di questa scoperta sono state ottenute dal Telescopio Spaziale Hubble insieme ad alcuni dati aggiuntivi delTelescopio Spaziale Spitzer tra il mese di agosto e di ottobre. Sono stati utilizzati 16 diversi filtri colorati. L'ammasso galattico oggetto delle immagini si chiama MACS J0329.6-0211. È stato localizzato a 4.6 miliardi di anni luce di distanza e sembra quadruplicare l'immagine di una piccola galassia distante 12.8 miliardi di anni luce, ossia ai confini dell'Universo oggi noto.
L'oggetto scoperto, dunque, altro non è che una delle lenti gravitazionali più distanti che si conoscano. L'elaborazione delle immagini ottenute grazie ad Hubble ha consentito di risalire all'aspetto originale della galassia remota, di massa pari a pochi miliardi di stelle dalle caratteristiche del tutto simili al Sole.

Questo risultato accosta la scoperta dell'oggetto alle dimensioni delle Nubi di Magellano, una galassia nana che orbita la Via Lattea, il cui peso è pari a 10 miliardi di masse solari. Anche la grandezza della massa è relativamente piccola. Tutti dettagli, questi, che incoraggiano l'ipotesi secondo la quale, in passato, le prime galassie erano piccole, mentre quelle grandi e attuali sarebbero nate in un secondo momento, a seguito delle continue collisioni con quelle più piccole.
Infine, c'è da aggiungere che anche la formazione stellare di questa galassia è molto alta. La percentuale di formazione delle stelle è più elevata di altre galassie. È la presenza di piccoli cumuli più luminosi a suggerire la tesi che la galassia starebbe interagendo con qualche altra galassia. Fenomeno che potrebbe portare, appunto, alla formazione di nuove stelle.
Federica Vitale