Lhc: scoperta al Cern una nuova particella

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Il suo nome è Chi_b(3P) ma per i non addetti ai lavori è la nuova particella scoperta dal Large Hadron Collider presso i laboratori del Cern di Ginevra. La scoperta si deve però ad un team di ricercatori delle Università di Birmingham e di Lancaster impegnati nell’esperimento Atlas.

Continua la sfilza di successi riscossi nel corso del mese di dicembre al Cern. Dopo l'annuncio sull'avvistamento del leggendario Bosone di Higgs, lo scorso 13 dicembre grazie al lavoro di due scienziati italiani, Fabiola Gianotti e Fernando Ferroni, giunge dunque una nuova scoperta.

La particella, la Chi-b (3P) è un nuovo modo di combinare la bellezza di quark e antiquark e il modo in cui si legano insieme. Come il più noto Bosone di Higgs, nche il Chi-b (3P) è un bosone. Tuttavia, mentre il bosone di Higgs non è costituito da particelle più piccole, il Chi-b (3P) combina due oggetti molto pesanti tramite la stessa forza che tiene insieme il nucleo atomico.

Andy Chisholm, il dottorando presso l'Università di Birmingham che ha lavorato sull'analisi ha spiegato: “Analizzare i miliardi di collisioni di particelle a LHC è davvero affascinante. Ci sono potenzialmente tantissime cose interessanti sepolti tra i dati, e siamo stati fortunati a cercare nel posto giusto al momento giusto”.

L'esistenza della particella Chi-b (3P) era già stata ipotizzata a lungo da alcuni studi teorici ma non era mai stata osservata nel corso di precedenti esperimenti.

Miriam Watson, ricercatrice del team di lavoro dell'Università di Birmingham ha osservato: “I partner più leggeri del Chi-b (3P) sono stati osservati circa 25 anni fa. Le nostre nuove misurazioni sono un ottimo modo per testare calcoli teorici delle forze che agiscono sulle particelle fondamentali, e ci consentono di fare un passo avanti nella comprensione delle forze che tengono insieme l'universo”.

Grazie al Large Hadron Collider (Lhc), il grande acceleratore di particelle del Cern, è stato dunque possibile scoprire la particella subatomica dell’atomo più semplice che si trova in natura, ovvero quello di idrogeno composto da un solo protone nel nucleo.

Rispetto al modello teorico la particella subatomica è poco più pesante di quanto si pensasse, ciò significa che quark e antiquark hanno un legame meno forte di quanto ipotizzato finora.

La scoperta è stata presentato sulla rivista Physical Review Letters.

Francesca Mancuso

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