Creato Venerdì, 18 Novembre 2011 15:14 Scritto da Francesca Mancuso

La notizia che fosse stata superata la velocità della luce è sembrata quasi incredibile. Lo scorso 23 settembre venne annunciata, ma con le dovute cautele, visto che occorrevano comunque nuovi studi per confermare la veridicità dei risultati. E questi studi, in parte sono già stati fatti, e sembrano aver confermato che i neutrini sono riusciti a superare il record.
I nuovi test realizzati ai Laboratori Nazionali dell’INFN del Gran Sasso dalla Collaborazione OPERA, hanno dunque confermato i risultati di settembre sulla velocità dei neutrini, escludendo una parte dei potenziali errori sistematici che avrebbero potuto essere addebitati alla misura precedente.
Ricordiamo infatti che si tratta di valori infinitesimali, ma i nuovi test non negano quanto già fatto nel corso delle fasi precedenti dell'esperimento. Utilizzando dei particolari fasci di neutrini (molto più brevi nel tempo e distanziati) inviati dal Cern, gli studiosi sono riusciti a fornire una misura più accurata della velocità dei neutrini, utilizzando anche una minore intensità dei fasci.
Questi ultimi fasci sono caratterizzati da una migliore definizione del “tempo di estrazione” dei protoni. Ciò significa che i “pacchetti” di neutrini sono lunghi solo 3 nanosecondi e spaziati gli uni dagli altri di 524 nanosecondi. Molto più stretti e separati rispetto a quelli della misura precedente, quando i fasci duravano 10.500 nanosecondi ed erano distanziati da 50 milioni di nanosecondi.

20 sono stati gli eventi registrati dall'esperimento OPERA in questa fase, ma si prevede che altri saranno effettuati entro il 2012.
Questo traguardo è stato reso possibile da una stretta collaborazione con il team del CERN che lavora sugli acceleratori. La Collaborazione OPERA continuerà a prendere dati nel corso del 2012 anche utilizzando al CERN un nuovo rivelatore di muoni collocato dietro l’assorbitore di adroni che consentirà di realizzare ulteriori studi indipendenti.
Questo il commento di Fernando Ferroni, presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare: “Una misura così delicata che ha profonde implicazioni per la fisica, richiede un eccezionale livello di approfondimento. L’esperimento OPERA, grazie al particolare adattamento dei fasci di neutrini del Cern, ha realizzato un test importante per la consistenza dei suoi risultati. Il risultato positivo dei test ci rende più fiduciosi sulle misure, anche se la parola decisiva può essere detta solo dalla realizzazione di esperimenti analoghi in qualche altra parte del mondo”.
Francesca Mancuso