Rosetta: alla scoperta di Lutetia, il pianeta mai nato

lutetia

È noto come “pianeta mai nato”, ma il suo nome astronomico è 21 Lutetia. È considerato uno degli oggetti più antichi del Sistema Solare e la rivista Science gli ha dedicato una serie di articoli, tra i quali uno firmato dall’Istituto Nazionale di Astrofisica che ha contribuito attivamente al suo studio insieme al Max Planck Institut e all’Istituto Renano per Ricerca ambientale di Colonia, in Germania.

Si deve alla sonda Rosetta dell’Esa, in viaggio verso la cometa Churyumov-Gerasimenko che incontrerà nel 2014 e scorterà nel suo avvicinamento al Sole nel 2015, l’aver acceso i suoi strumenti sull’asteroide il 10 luglio 2010. All’epoca, la sua vicinanza da Lutetia era di soli 3.170 Km.

Dai dati emersi dal primo ritratto di questo “dinosauro” dello spazio, gli studiosi affermano che Lutetia è un oggetto antichissimo e unico molto somigliante ad un planetesimale, ossia le prime unità che hanno dato vita ai pianeti. Il passaggio di Rosetta nei pressi dell’asteroide ha permesso di stabilirne con precisione le dimensioni (121 Km di lunghezza, 101 di altezza e 75 di altezza), ma anche di studiarne la struttura geologica e rilevarne la caratteristica forma simile ad una patata allungata.

Il rilevamento delle misure è stato possibile grazie all’operato della camera Osiris, il cui responsabile scientifico è Cesare Barbieri, dell’Università di Padova, e dello spettrometro italiano Virtis ideato dall’Inaf e realizzato dalla Galileo Avionica per conto dell’Asi. È stato Osiris a stabilire l’elevata densità di Lutetia, pari a 3,4 grammi per centimetro cubo, e la sua età di circa 3,6 miliardi di anni. Il valore elevato della densità potrebbe far supporre che, nel corso della sua esistenza, Lutetia abbia potuto subire qualcosa di simile ad un processo di fusione interna, dovuta al riscaldamento generato dal decadimento di materiali radioattivi.

Tale fenomeno potrebbe essere all’origine della separazione del nucleo ferroso, del mantello e della crosta di silicati leggeri. "I dati provenienti da VIRTIS dimostrano come la superficie di Lutetia sia estremamente uniforme dal punto di vista della sua composizione e abbia mantenuto le caratteristiche di una crosta primordiale, ovvero formata da materiali assimilabili a meteoriti primitive, come condriti carbonacee ed enstatitiche", dice Fabrizio Capaccioni, dell'INAF-IFSI di Roma, responsabile di ricerca per VIRTIS.

Inoltre, i dati di Virtis dimostrano come la superficie di Lutetia sia uniforme dal punto di vista della sua composizione. Infatti, la superficie dell’asteroide non pare sia stata modellata dall’acqua e le sue temperature medie oscillerebbero tra i 210 e 28 gradi sotto lo zero. E non solo. L’analisi dei dati raccolti rileva come tale superficie sia ricoperta da uno strato di polvere fine ed omogenea, con particelle delle dimensioni comprese tra 50 e 100 milionesimi di metro, molto simile per struttura a quella che ricopre la Luna, la regolite. "È molto strano che un corpo celeste delle dimensioni di Lutetia abbia una superficie così omogenea come quella mostrata dalle osservazioni di Rosetta", sottolinea Capaccioni. "Ciò, insieme con la sua elevata densità, fa supporre che, se nel passato sono effettivamente avvenuti processi di stratificazione nella struttura dell'asteroide, essi hanno avuto luogo solo al suo interno, senza influenzare i materiali superficiali che hanno invece mantenuto proprietà tipiche di una crosta primordiale di tipo condritico".

Federica Vitale

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