Creato Lunedì, 07 Novembre 2011 14:17 Scritto da Francesca Mancuso

È previsto per domani 8 novembre in serata il passaggio ravvicinato dell'asteroide Yu55 2005, più o meno alle 23.28, ora italiana. Ma gli esperti rassicurano sul fatto che la roccia celeste non cadrà sulla Terra, rinviando a data da destinarsi il giorno del giudizio.
Secondo gli astronomi, non solo l'evento non sarà nefasto ma avrà anche risvolti positivi consentendoci di ampliare le nostre conoscenze, ancora limitate, dell'universo. Una sorta di dono del cielo, letteralmente, che ci porterà a domicilio o quasi informazioni altrimenti reperibili attraverso lunghe e dispendiose missioni spaziali. Un esempio? La missione che sta svolgendo la sonda Dawn che da quest'estate studia l'asteroide Vesta.
Anche secondo gli esperti della Nasa, domani sera possiamo andare a dormire tranquilli. Gli astronomi americani sostengono che l'asteroide, dal diametro di 400 metri, passerà a 300 mila chilometri da noi, meno della distanza Terra-Luna. Anche se è scongiurata ogni catastrofe, gli studiosi hanno calcolato i potenziali effetti dell'impatto dell'asteroide sulla Terra: un'esplosione di 4.000 megatoni, ossia paragonabile a 4 miliardi di tonnellate di tritolo, un terremoto di magnitudo 7.0 e in caso di caduta nell'Oceano uno tsunami alto anche 100 chilometri.
Ma non c'è da preoccuparsi, anzi. Per chi dispone di un telescopio di medio diametro, sarà uno spettacolo da non perdere, come ha confermato anche Giovanni Valsecchi, esperto di asteroidi dell'Istituto di Astrofisica Spaziale e Fisica cosmica dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) di Roma: "L'oggetto non sarà visibile a occhio nudo: potrà essere seguito grazie all'ausilio di radar, come lo statunitense Arecibo ed è probabile che verso la mezzanotte possa essere osservato anche dagli astrofili grazie all'ausilio di un telescopio professionale''.
“Nonostante la sua relativa vicinanza e le dimensioni, YU55 non rappresenta una minaccia per la Terra, non c’è pericolo di una collisione almeno per i prossimi 100 anni”, ha detto qualche tempo fa Don Yeomans, responsabile del Near-Earth Object Programme della Nasa, per il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena.
Secondo l'esperto americano, i 325 mila chilometri che ci separeranno dall'asteroide sono una garanzia. E noi vogliamo crederci.
Francesca Mancuso