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Pulsar: il telescopio Fermi scopre la più giovane

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Come si formano le pulsar? Secondo un recente studio basato sulle osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Fermi, tali speciali stelle nasconderebbero più di quanto conosciamo oggi.

Secondo quanto sostiene attualmente la scienza, una pulsar è una stella di neutroni ed è la cosa più vicina ad un buco nero che gli astronomi possono osservare direttamente. È inoltre in grado di schiacciare mezzo milione di volte la massa della Terra in una sfera non più grande di una città. Per rendere l'idea, riesce ad effettuare una compressione talmente alta della materia da far pesare, ad esempio, una teiera quanto il Monte Everest.

E non è tutto. Secondo quanto rivelato dal gruppo di ricerca che opera attorno a Fermi, è stata individuata la centesima pulsar attraverso il telescopio, alla cui realizzazione hanno contribuito anche l'Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

L’oggetto, chiamato PSR J1823−3021A, si trova dentro un ammasso globulare formato da antiche stelle, meglio noto come NGC 6624. L’ammasso avrebbe circa 10 miliardi di anni e si trova a 27mila anni luce dalla Terra nella costellazione del Sagittario.

È incredibile come tutte le emissioni di raggi gamma provenienti da questo ammasso siano prodotte da un singolo oggetto che si deve essere formato molto recentemente se ci si basa sulla rapidità della sua emissione di energia. È come trovare un bambino in una casa di riposo” ha spiegato Paolo Freire, primo autore dello studio, del Max Planck Institute per Radio Astronomia di Bonn, in Germania.

Dobbiamo tenere la mente aperta perché sono sicura che le sorprese non mancheranno" – ha aggiunto Patrizia Caraveo, direttrice dell’INAF-IASF di Milano e Responsabile INAF per la missione Fermi.

Fino ad ora il Large Area Telescope (LAT) di Fermi ha mostrato come 11 ammassi globulari emettono raggi gamma. E per gli esperti potrebbe trattarsi di insiemi di emissioni emesse da dozzine di millisecond pulsar, troppo deboli perché Fermi possa individuarle singolarmente. Cosa che però non è successa per NGC 6624, dove sono state ritrovate ben 100 pulsar.

Oltre al numero – continua Caraveo - è cresciuta anche la diversità. I 100 pulsar di Fermi sono equamente divisi tra pulsar radio normali, pulsar radio velocissimi e pulsar gamma non rivelati in radio. Gli ultimi 9 pulsar solo gamma ad aggiungersi alla lista sono stati scoperti dal gruppo che utilizza il sistema di calcolo distribuito Einstein at home e può contare su notevoli potenze di calcolo”.

Francesca Mancuso



Tags: telescopio spaziale fermi  pulsar  nasa  inaf  asi  infn  

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