Vesta: ultime notizie dalla sonda Dawn

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La sonda della Nasa Dawn ha scovato un monte sull’asteroide Vesta. Si tratta di una vetta fra le più imponenti dell’intero Sistema Solare, alta circa 22 chilometri (per avere un’idea, l’Everest sarebbe tre volte più piccolo).

Gli astronomi descrivono Vesta come un proto-pianeta, sebbene il primato in grandezza spetti a Cerere, dove la sonda giungerà dopo il 2015. Da quanto gli scienziati sostengono, Vesta non sarebbe diventato un pianeta poiché ostacolato dalla formazione di Giove, trovandosi proprio tra il gigante gassoso e Marte.

Oggi è un po’ più facile osservarne la superficie ed approfondirne la conoscenza grazie alle rivelazioni in atto grazie alla sonda Nasa che si avvale di uno speciale sistema tecnologico di esclusiva fattura italiana. Si chiama Visual and Infrared Spectrometer (VIR) ed è stato progettato dall’Agenzia Spaziale Italiana. I membri della missione hanno rilasciato alcune immagini durante la Riunione degli scienziati planetari europei e americani e se ne discuteranno le scoperte in occasione delle conferenza per la Riunione Annuale della Società Geologica dell’America.

È da luglio che Dawn invia sulla Terra spettacolari immagini di Vesta che riportano nel dettaglio la sua superficie. Pare infatti che il proto pianeta sia formato da una serie di crateri e frane a sud e, in corrispondenza del Polo, si sarebbe addirittura creato un dirupo.

Come spiega Chriss Russel, principale ricercatore della missione Nasa Dawn, tali “rilevazioni hanno permesso di scoprire molto su Vesta”, un corpo celeste che gli scienziati descrivono come ”il più piccolo pianeta del sistema solare”. La composizione chimica delle rocce, inoltre, e dei materiali presenti sarebbe simile a quella che si trova su pianeti quali Venere, Marte, Mercurio e perfino la Terra. Infatti, sono state rilevate delle colate di lava basaltica che sarebbe il risultato di un nucleo interno di grandi dimensioni di ferro fuso. "Stiamo imparando una serie di cose sorprendenti riguardo Vesta, soprannominato da noi 'il più piccolo pianeta terrestre'", continua Russell.

"Come Terra, Marte, Venere e Mercurio, Vesta ha sulla propria superficie degli antichi flussi di lava basaltica e un grande nucleo ferroso. La sua superficie irregolare comprende avvallamenti, striature, falesie, colline e una montagna gigante. Il rilievo situato al polo sud ha una superficie più vasta rispetto all'isola più grande delle Hawaii, la più grande montagna del nostro pianeta. Questa montagna risulta, in pratica, alta quanto la più elevata montagna del Sistema Solare, il vulcano a scudo Olympus Mons, su Marte", coclude lo scienziato.

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Ma non è tutto. Lo scorso 15 agosto, da una distanza di 2770 km, la sonda americana ha realizzato tre immagini della stessa area. Rispettivamente si tratta di un’immagine nella banda del visibile e vicino infrarosso, una dell’infrarosso termico, e una in falsi colori. La prima immagine mostra una distinta evidenza del cratere, forse per la sua esposizione alla luce o per la sua composizione. La seconda mostra invece come il cratere sia scuro e, dunque, non esposto alla luminosità. Dunque, l’ipotesi che si concentra sulla sua composizione viene avvalorata dall’ultima immagine che esalta la presenza di materiali diversi. Se ne può dedurre come il cratere sia la conseguenza di un impatto che abbia fatto sopraggiungere in superficie del materiale diverso rispetto a quello circostante.

Federica Vitale

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