Creato Venerdì, 28 Ottobre 2011 08:58 Scritto da Antonino Neri

Guardando uno dei dischi protoplanetari più vicini alla Terra, il satellite Herschel dell’Esa, ha scoperto dell’acqua gelata nel disco della giovane stella TW Hydrae, ed è la prima volta che gli astronomi rilevano la presenza di vapore d’acqua fredda in un ambiente simile. La ricerca, pubblicata sulla rivista Science e riportata dal sito Media Inaf, ha come primo autore Michiel Hogerheijde, dell’Università di Laiden, in Olanda.
Il fatto che, alle profondità intermedie del disco, sia stato individuato uno strato sottile di vapore freddo indica che potrebbe esserci un serbatoio di acqua ghiacciata molto più grande nelle zone più profonde del disco, forse quantità addirittura migliaia di volte più grandi di quelle che compongono i nostri oceani. Questa scoperta porta a nuove ipotesi sulla presenza e sul ruolo dell’acqua nei processi di formazione di un sistema planetario. La formazione di stelle dovuta a collasso gravitazionale di nubi molecolari è sempre caratterizzata da un disco che ruota intorno alla protostella centrale.
Pur essendo il disco composto in gran parte da gas, contiene anche piccole quantità di polvere cosmica, la materia prima da cui prendono forma i pianeti come la Terra. In questo processo il ruolo dell’acqua è fondamentale: impegnando la maggior parte dell’ossigeno presente nel disco, l’acqua determina l’evoluzione di molti altri processi chimici, sia allo stato gassoso che solido. Infine, nelle aree fredde del disco, dove si trova soprattutto sotto forma di ghiaccio, l’acqua favorisce la formazione di aggregati di grani di polvere, che andranno poi a costituire asteroidi, comete e pianetini.
“Questo risultato - ha dichiarato Paolo Saraceno dell’INAF–IFSI di Roma e membro del team di Herschel - conferma le teorie secondo cui l’acqua che si trova sul nostro pianeta ha origine interstellare ed è stata portata sulla Terra dalle comete . Le misurazioni mostrano che la quantità d’acqua contenuta nel disco di TW Hydrae - una stella che presto formerà un sistema planetario simile al nostro - è migliaia di volte quella che si trova negli oceani della Terra. I dati dimostrano inoltre che l’acqua era presente in gran quantità nel materiale da cui si sono formati i pianeti, per cui essa, in origine, doveva essere presente in tutti i pianeti del Sistema Solare. La diversa storia dei pianeti ha fatto sì che alcuni - come Venere e Mercurio - la perdessero, mentre altri riuscissero a trattenerla, come è avvenuto sulla Terra e su Marte”.
Antonino Neri