Creato Giovedì, 20 Ottobre 2011 10:26 Scritto da Federica Vitale

Si chiama Giapeto ed è il terzo satellite naturale di Saturno. La sua è una storia oramai lunga. Scoperto dall’astronomo italiano Giovanni Domenico Cassini il 25 ottobre 1671, deve il suo nome al Giapeto della mitologia greca, sebbene sia anche noto come Saturno VIII.
Giapeto è spesso considerata una luna bizzarra a causa della sua natura a doppie facce, una nera e l’altra bianca. Solo nel 2007 gli scienziati riuscirono a capirne il motivo. Pare, infatti, che la regione più scura del satellite, quella definita Giapeto Regio, sia il risultato di un impatto con meteoriti e frammenti polverosi provenienti da Febe, un’altra luna di Saturno. I crateri presenti in questa zona non lasciano dubbi: la superficie in realtà è bianca ed è la polvere esterna ad oscurarla.
Gli ultimi stupefacenti studi su Giapeto affermano che questa piccola luna abbia, a sua volta, una sua luna ancor più piccola. Kevin Walsh, del Southwest Research Institute del Colorado, spiega come questo sub satellite, in origine, possa essere stato una delle lune di Saturno in seguito all’attrazione del pianeta stesso. In origine, dunque, la luna avrebbe orbitato attorno a Giapeto. Un’ulteriore caratteristica che accomunerebbe il sub satellite alla luna di Saturno è un considerevole rilievo in prossimità del suo equatore.
La cresta di Giapeto è larga 100 km e, in alcune zone, è alta anche 20 km, ben di più del Monte Everest. "Quando si ha un anello di detriti intorno ad un corpo, le interazioni di collisione rubano energia dall'orbita." spiega Dombard, ex studente dottorando adesso all'Università dell’Illinois. "E lo stato energetico più basso in cui un corpo può restare si trova proprio sopra l'equatore. È per questo che gli anelli di Saturno, Giove, Urano, Nettuno si trovano tutti lungo l'equatore."
Gli scienziati propongono l’ipotesi che l’orbita di questa mini-luna sia finita con un decadimento della luna stessa per via dell’interazione mareale con Giapeto. Queste forze avrebbero disintegrato il piccolo satellite formando un anello di detriti che, con il tempo, si sarebbero schiantati nelle zone equatoriali di Giapeto. "Abbiamo fatto tantissimi calcoli per dimostrare che quest'idea è plausibile", aggiunge Dombard, "ma non abbiamo ancora alcuna simulazione per vedere questo processo in azione. Speriamo sia il prossimo passo”.
Una luna dei misteri, dunque, la piccola Giapeto. Che non finisce mai di stupire e di attirare l’attenzione degli astronomi con i suoi enigmi sul bicolore, la sua mini-luna e gli anelli di detriti la cui appartenenza e origine, oggi, sono ancora tutte da scoprire.
Federica Vitale