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Marte: acqua salata nei mesi estivi?

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L'estate su Marte è ricca di acqua salata, proprio come quella dei nostri mari. A scoprirlo è stata la sonda Mars Reconnaissance Orbiter della Nasa, impegnata da oltre 6 anni nello studio del Pianeta Rosso. Qualche tempo fa la stessa sonda aveva trovato tracce di ghiaccio secco ai Poli.

Secondo gli studi effettuati dagli esperti della Nasa a seguito delle informazioni fornite dall'MRO, durante i mesi più caldi dell'anno marziano, la superficie del pianeta presenta tracce di scorrimento di acqua salata, che scompaiono invece d'inverno.

Ad immortalarle è stata la camera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) presente a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter. A guardarle con attenzione sembrerebbero dita scure, lunghe anche centinaia di metri e larghe 5.

Alfred McEwen, responsabile di HiRISE ha spiegato però che occorre comunque avere cautela: "Al momento, la migliore ipotesi che abbiamo, per spiegare queste osservazioni, è che possano essere dovute a un flusso di acqua salmastra".

Tuttavia, la presenza di acqua salata su Marte sarebbe "l’ulteriore conferma che Marte è un pianeta geologicamente vivo". A sostenerlo è Enrico Flamini, coordinatore scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana, che ha spiegato: "Le brine ghiacciate erano già state osservate dai Viking e la presenza di sali nel ghiaccio è stata confermata più di recente dalla sonda Phoenix. Gli ingredienti quindi ci sono". Nessun dubbio dunque sulla presenza di ghiaccio ma Flamini rimane "dubbioso che sia lo scioglimento delle brine la causa, ma come evidenziammo già al tempo dei Viking, potrebbero essere dovute a piccoli depositi ghiacciati sotto la superficie che si sciolgono quando arrivano vicino alla parte esposta del pendio. In ogni caso è difficile immaginarsi un meccanismo che non implichi la presenza, anche se temporanea, di acqua liquida".

L'acqua, così come noi la conosciamo, sarebbe dunque stata presente sul suolo marziano.

È possibile anche che in futuro potremmo essere noi a portarla sul Pianeta Rosso. Dal Centro di ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, infatti, è stata resa nota una nuova metodologia per la produzione di acqua, cibo e beni di prima necessità per portare la vita su Marte. Restiamo comunque in attesa che Curiosity, a fine anno, parta verso il nostro più prossimo cugino nel sistema solare.

La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Science.

Francesca Mancuso



Tags: marte  acqua  marte reconnaissance orbiter  nasa  

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