Galassie: ancora novità sulla loro origine

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Se pensiamo a un qualsiasi oggetto di uso comune, lasciato a se stesso, possiamo facilmente comprendere come la quantità di polvere che possiamo rinvenire su di esso sia una chiara indicazione circa l’età dell’oggetto stesso.

Ma se osserviamo invece una galassia e cerchiamo di indovinarne l’età in modo analogo, ovvero sulla base della quantità di polvere interstellare rinvenuta, la stima prodotta risulta in contrasto con altre misurazioni e ipotesi. In particolare, sembra che anche galassie che sappiamo essere relativamente giovani contengano un’elevata quantità di polvere cosmica.

Ma in che modo tale quantità anomala di polvere potrebbe essere stata generata? Questo interrogativo ha animato fin qui le ricerche di molti scienziati, tra cui anche il gruppo guidato da Mikako Matsuura, che opera a Londra (University College).

Proprio questa équipe di ricercatori ha portato alla luce un fatto di grande importanza: analizzando con il nuovo e più potente telescopio Herschel (di proprietà dell’Agenzia Spaziale Europea) i materiali espulsi durante l’esplosione della supernova 1987A, sono state infatti rilevate grandi quantità di polvere cosmica.

Si può stimare che la sola polvere emessa abbia una massa compresa tra il 40% e il 70% della massa del Sole. Alla luce di questa scoperta, si potrebbe quindi ipotizzare che la quantità anomala di polvere rilevabile in molte galassie sia frutto dell’esplosione di supernovae. I risultati e le ipotesi formulate dagli scienziati sono discussi in dettaglio nell’ultimo numero di una rivista prestigiosa come Science, a testimonianza della solidità del lavoro svolto.

Damiano Verda

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