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Partito RadioAstron: il satellite raccoglierà nuovi segnali dallo spazio

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Lo scorso 18 luglio alle 4:31, (ora italiana), dalla base russa di Baikonur, in Kazakistan, è stato lanciato RadioAstron, il più grande satellite radioastronomico mai mandato in orbita. Al progetto internazionale partecipa anche l’Italia, con l’INAF e l’Istituto di Radioastronomia di Bologna.

C’è grande euforia e soddisfazione, ha spiegato Gabriele Giovannini, che rappresenta l’INAF-IRA nel comitato scientifico del satellite. “I russi sono giustamente orgogliosi, ma anche molto contenti per le numerose presenze internazionali. Ora c’è grande attesa per i risultati scientifici, e le stesse autorità russe hanno sottolineato il grande valore scientifico di questo satellite”.

Il progetto RadioAstron - come spiegato su Media Inaf - nasce da una collaborazione internazionale guidata dall’Astro Space Center of Lebedev Physical Institute of Russian Academy of Sciences (RAS), in collaborazione con altri istituti della RAS e della Federal Space Agency (FSA), e consiste nel mandare in orbita un satellite con un’antenna radio del diametro di 10 metri in grado di effettuare osservazioni VLBI a frequenze comprese tra 300 MHz e 25 GHz.

Grazie all’orbita allungata del satellite - che raggiungerà una distanza di circa 350.000 km dalla Terra - si potrà raggiungere la risoluzione angolare di circa 10 microarcsecondi (0,01 millesimi di secondo d’arco), che permetterà di studiare una moltitudine di oggetti astronomici con un dettaglio ed una precisione mai avuti sinora.

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L’Italia contribuisce da tempo alla missione: le antenne di Medicina e Noto hanno già partecipato con successo a due test sugli strumenti - poi installati sul satellite russo - e alla catena di correlazione. Ad inizio agosto, inoltre, è previsto un esperimento che coinvolge il VLBA (USA) e l’antenna di Medicina per decidere le sorgenti da usare per calibrare l’antenna spaziale e, “appena sarà operativo, prenderà parte alle osservazioni anche il Sardinia Radiotelescope, che grazie alla sua grande superficie permetterà di migliorare ulteriormente la sensibilità”, ha dichiarato Luigina Feretti, direttore dell’INAF-IRA di Bologna.

Antonino Neri



Tags: inaf  radiaostron  satellite  spazio  

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