Vesta: le immagini della sonda Dawn

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Tutto come previsto. La sonda Dawn della Nasa, dopo 3 anni e mezzo e 2,8 miliardi di chilometri percorsi, è finalmente entrata all'interno dell'orbita di Vesta, uno dei numerossimi asteroidi presenti nella cintura tra Marte e Giove. A stabilirlo è stata la stessa sonda, che ha già inviato alla Nasa alcuni dati riguardanti il corpo celeste, insieme alle prime immagini.

Si tratta di un momento storico visto che è la prima volta che una sonda sbarca su un asteroide. Le nuove immagini catturate da Dawn ritraggono Vesta in modo più dettagliato rispetto al passato. Ciò che fino ad ora è stato appurato è che l'asteroide, come abbiamo detto, ha un diametro di 530 chilometri ed è il secondo oggetto più massiccio nella fascia degli asteroidi, dopo Cerere, che verrà raggiunto dalla sonda Dawn tra un anno.

Da oltre due secoli, sia i telescopi da terra sia quelli spaziali hanno potuto ammirare Vesta, anche se non sono riusciti a vedere molti dettagli riguardanti la sua superficie. "Stiamo iniziando lo studio della superficie probabilmente di uno dei più antichi corpi celesti esistenti, risalente allo stadio primordiale del sistema solare", ha detto uno dei principali ricercatori del progetto Dawn, Christopher Russell. "Questa regione dello spazio è stata ignorata per troppo tempo. Le immagini ricevute fino ad oggi rivelano una superficie complessa che sembra aver conservato alcuni dei primi eventi nella storia di Vesta".

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Secondo gli esperti, inoltre, Vesta è l'origine di un gran numero di meteoriti che cadono sulla Terra. La raccolta dei dati da parte della Nasa avverrà a partire da agosto, quando le osservazioni effettuate dalla sonda in questi giorni forniranno agli esperti nuovi dati che ci aiuteranno a saperne di più sull'alba del nostro sistema solare. Inoltre, le conoscenze acquisite nel corso della missione potranno aprire la strada alle future missioni spaziali umane.

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Marc Rayman, direttore della missione presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ha commentato: "E 'incredibilmente emozionante pensare che a breve si cominceranno a fornire all'umanità informazioni dettagliate riguado a uno degli ultimi mondi inesplorati del sistema solare".

Lo spazio, oggi, ha sempre meno confini.

Francesca Mancuso

Credits: Nasa

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